Le “aree di intervento” dell’ufficio commissariale per l’emergenza alluvione: tra disposizioni varie e somme urgenze

Le “aree di intervento” dell’ufficio commissariale per l’emergenza alluvione: tra disposizioni varie e somme urgenze

Le “aree di intervento” dell’ufficio commissariale per l’emergenza alluvione: tra disposizioni varie e somme urgenze

giovedì 04 Marzo 2010 - 23:43

Dai lavori sulle strade ai contributi agli sfollati, passando dalle fatture per gli alberghi e per i fornitori di cibo e acqua. Ecco come ha lavorato la struttura diretta da Buzzanca e coordinato da Ruggeri

Quando il pensiero torna all’alluvione che il primo ottobre scorso ha colpito la zona sud della città e la parte più a nord della provincia jonica, le immagini che si presentano alle mente sono pressappoco per tutti le stesse: un fiume di fango, la distruzione, la disperazione della gente, i primi aiuti. Uno scenario certamente triste al seguito del quale, in questi mesi, si è strutturato il lavoro dell’ufficio commissariale istituito con l’O.P.C.M. del 10 ottobre, l’Ordinanza della presidenza del Consiglio dei ministri emessa pochi giorni dopo il disastro. La struttura, diretto dal sindaco Giuseppe Buzzanca e coordinata dal “fido” Antonio Ruggeri, ha sfornato in questi mesi atti e provvedimenti, individuato priorità, destinato risorse, dato in pratica una forma burocratica e amministrativa alla gestione del post-emergenza.

Ancora oggi collocato in quella sorta di “camera dei segreti” allestita in una porzione del salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, ben protetto da una grande parete in carton gesso, l’ufficio ha fatto in questi mesi “scudo” con un “muro comunicativo” scavalcato però da alcuni deputati, come ad esempio Francantonio Genovese, che qualche tempo fa aveva pesantemente attaccato la gestione, paragonandola addirittura a quella svolta in un “ufficio di collocamento”.

Il riferimento era principalmente rivolto a tutti i lavori fin qui effettuati a Giampilieri e nelle altre zone colpite dall’alluvione, nella maggior parte dei casi affidati senza le ordinarie procedure di gara in virtù dei tempi di perfezionamento delle stesse che sarebbero risultate incompatibili con lo stato di calamità imposto dall’emergenza. Sfogliando le disposizioni di assegnazione dei lavori, sono parecchie quelle “etichettate” alla voce “somme urgenze”. Nell’elenco, ad esempio, è inserita la demolizione dei massi che ostruivano l’alveo del torrente S. Lucia a Giampilieri. In un intervento dal costo complessivo di circa 16mila euro affidato alla C&S Impianti.

Il ripristino della viabilità e l’eliminazione dei pericoli persistenti lungo le vie dei vari centri colpiti sono state invece affidate alla l’impresa Barbaro Francesco Salvatore. Interventi che ammontano a 200mila euro. Rimanendo sulle strade, la ditta La Valle Vincenzo si è occupata delle opere di protezione della sede stradale per il ripristino della piena transitabilità in località Pezzolo: costo complessivo destinato 46mila euro.

Somma urgenza anche per le sirene d’allarme installate dalla CRN Impianti di Bagheria per una spesa di 43mila euro, così come per i lavori per la messa in sicurezza degli impianti di pubblica illuminazione, affidati alla Urania Costruzioni srl per un costo totale di 150mila euro.

Ma le “aree di intervento” dell’ufficio commissariale non hanno riguardato, ovviamente, solo e direttamente il territorio. Le voci principali che compaiono sulle disposizioni firmate dal soggetto attuatore infatti, riguardano le fatture per gli alberghi che hanno ospitato gli sfollati, i sostegni economici a favore di chi ha reperito una “sistemazione autonoma” provvisoria e i contributi per i titolari di attività produttive. Ma c’è altro e altro ancora, come i 435 euro del materiale informatico fornito dalla “Hardware House” o i 4mila euro di attrezzatura acquistati dalla ferramenta “Edilcolor 2000”. Oppure il cibo fornito in piena emergenza agli alluvionati, alle forze dell’ordine, ai volontari, etc: Istituto “Antonello” (115mila euro), Rosticceria “La Buona Forchetta” (456 euro), Zimbaro Placido (2mila euro), “Gruppo Libero Città in Fiore” (1.500 euro) e Cucinotta Placido (552 euro, fornitore di acqua).

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