«Aspettando la frana». Quanti “buchi” tra Galati e Larderia

«Aspettando la frana». Quanti “buchi” tra Galati e Larderia

«Aspettando la frana». Quanti “buchi” tra Galati e Larderia

mercoledì 14 Ottobre 2009 - 09:56

Le denunce dei cittadini dei due villaggi, mentre montagne e torrenti minacciano di “farsi sentire” ancora. Il Pai in vigore parla chiaro: entrambe sono classificate come zone R4

La tragedia che ha colpito Messina ha lasciato un segno indelebile della forza dirompente della natura, una natura che non si ferma davanti a nulla e che trova sempre la sua strada, sia essa una montagna, un torrente, il mare. E tra i segni lasciati c’è anche la paura cresciuta di coloro i quali con questi rischi e pericoli è costretto a convivere ogni giorno. Come a Larderia e dintorni. Chi in questi giorni ha percorso la statale 114 non ha potuto non incrociare qualcosa che colpisce la vista: un tavolino bianco, piazzato lì dove il torrente Guidari passa sotto la strada. E sul tavolino una grossa pietra con un cartello emblematico: «Aspettando la frana». Quel cartello l’ha preparato il dott. Natale Russo, distinto signore del luogo che da anni combatte una battaglia che finora non ha avuto frutti ma per la quale non si è ancora arreso. La battaglia ha un obiettivo preciso: si trova qualche chilometro più su, sulla montagna, a Larderia. E’ la discarica dove, dal 2 ottobre scorso, centinaia di camion scaricano senza sosta migliaia di metri cubi di terra proveniente da Giampilieri e dalle altre zone alluvionate. E’ una delle discariche individuate dall’Unità di crisi e che finirà per sovraccaricarsi, in considerazione del fatto che uno degli altri siti, quello di Nisi, ha dichiarato “il tutto esaurito”.

«La mia battaglia – spiega Natale Russo – risale alla prima alluvione del ’96, che isolò la zona sud dalla zona nord della città. Scrissi al Genio Civile, al Prefetto, alla Protezione civile, a tutti gli enti possibili. Tutti risposero alla stessa maniera: nessuna competenza sulla discarica di vallone Guidari. Con il tempo qualche chiarimento l’ho ottenuto, dalla Provincia e dal Genio Civile, che mi hanno confermato come quell’area sia a forte rischio idrogeologico. Per me è pazzesco che oggi si scarichi lì la terra, ma vorrei soltanto che qualcuna delle istituzioni alle quali mi sono rivolto, dalla Procura alla Provincia, mi dia risposte chiare, dal punto di vista tecnico e formale, sulla sicurezza di questo sito».

Qualche risposta la si può trovare tra le pagine del P.A.I. (Piano stralcio di bacino di Assetto Idrogeologico), aggiornato al 2006. «Il torrente Guidari – si legge – scorre pressoché totalmente in ambiente naturale e pertanto non sono presenti rischi particolari. Una situazione di potenziale pericolo si è ravvisata nel tratto terminale, dall’autostrada al mare, in cui parte della sezione è utilizzata come strada. Per questo motivo si è messo in evidenza il “sito di attenzione” nella carta della pericolosità». L’ambiente naturale è messo però in pericolo da ciò che si trova immediatamente sopra il torrente, ovvero la discarica. Ancora più allarmante la situazione di Larderia Inferiore, classificata come zona R4, cioè sottoposta al rischio maggiore dal punto di vista del dissesto idrogeologico. «Altre criticità riscontrate nel corso dei sopralluoghi – si legge a questo proposito – sono l’interruzione dei muri d’argine in diversi punti e la presenza di elementi che possono ostacolare i deflussi come accumuli di rifiuti, automezzi e attraversamenti stradali di sezione insufficiente». In questo caso, a differenza di Giampilieri superiore che nel Pai 2006 (ancora in vigore) non era considerata area a massimo rischio, non sarebbe nemmeno necessario un aggiornamento del Pai stesso, perché quella zona è pericolosa e lo si sa da anni, come si evince anche dalle carte.

Non va meglio proseguendo verso sud, a Galati. Non è difficile incontrare anche abitanti di questo villaggio pronti a denunciare il pericolo che incombe sulle loro teste e sulle loro case. Ci accompagnano sulla terrazza di una della palazzine prospicienti la ferrovia. Qui non è necessario essere geologi o “scienziati”: lo scenario (visibile in photogallery) è oggettivamente preoccupante. La montagna minaccia l’adiacente autostrada, che scorre ai suoi piedi. Una grossa frana emerge dal centro del versante, mentre altre microfrane e crepe lo attraversano da nord a sud. Colpisce particolarmente un inquietante cedimento del terreno proprio sotto il traliccio dell’elettricità, situato in cima. E’ immediatamente percepibile il rischio che questa situazione genera. Ma anche in questo caso il Pai non lascia spazio ad interpretazioni: sia Galati inferiore che il torrente che attraversa la frazione, sono classificati come zone R4, ovvero con rischio «per il quale sono possibili la perdita di vite umane e lesioni gravi alle persone, danni gravi agli edifici, alle infrastrutture e al patrimonio ambientale, al distruzione di attività socio-economiche».

S. Caspanello – E. Rigano

foto Dino Sturiale (IN FOTOGALLERY IL REPORTAGE COMPLETO)

Un commento

  1. 24.11.11.GALATI MARINA, FRONTE FERROVIA FS INTORNO LE 14.45 C’ERANO ESATTAMENTE SOPRA LA PARTE FRANATA ED ANCORA MALEDETTAMENTE FRANABILE UNA CINQUANTINA DI PECORELLE ED IL LORO PASTORELLO.

    CHE VERGOGNA!!!!

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