I 17 precari avevano occupato la sede della società con le loro famiglie. Insieme all’Orsa hanno incontrato Ruggeri, che afferma: «A giorni confronto per gli affidamenti». Ma con quali stipendi?
E’ stata sospesa la protesta dei lavoratori delle cooperative sociali dell’Ato3, che da stamattina occupavano la sede della società in via Cavalieri della Stella accompagnati da mogli e figli. La schiarita arriva al termine di un incontro tra gli stessi diciassette lavoratori, i rappresentanti dell’Orsa Mariano Massaro e Francesca Fusco e il presidente dell’Ato3 Antonio Ruggeri.
Quest’ultimo ha fissato un nuovo termine, lunedì prossimo, fino al quale verrà mantenuta la “tregua”. Fra una settimana, infatti, Ruggeri conta di reintegrare i lavoratori, procedendo all’affidamento dell’appalto da parte della società, procedura sulla quale, ha affermato il presidente dell’Ato3, i tecnici dovrebbero dare risposta sabato. «E’ in fase di definizione – ha fatto sapere Ruggeri – il nuovo piano dei servizi e si sta procedendo ad una pianificazione che ha come obiettivo prioritario quello di assicurare i giusti interventi sul fronte della cura del verde pubblico. La nuova programmazione punta ad un percorso di affidamenti delle diverse attività di arredo urbano più adeguato alle esigenze cittadine, a tal proposito nei prossimi giorni sarà intrapreso un confronto con le diverse cooperative che collaborano con l’Ato e con le quali i lavoratori in questione hanno un rapporto diretto. Necessità, queste, già espresse nei diversi incontri che i vertici dell’Ato3 hanno tenuto con le organizzazioni sindacali e con le stesse maestranze».
Ricordiamo che i precari, impiegati nei servizi di manutenzione del verde pubblico, dallo scorso 31 dicembre, termine di scadenza del contratto, sono senza lavoro e dunque privi di retribuzione. A questo va aggiunto che mancano all’appello le ultime tre mensilità che avrebbero dovuto percepire più la liquidazione e le ferie.
Il dubbio dei lavoratori e dello stesso Massaro, però, è un altro: con quali stipendi verranno reintegrati i precari? Con quelli che percepivano (o, per gli ultimi tre mesi, avrebbero dovuto percepire) fino al 31 dicembre, cioè 750 euro mensili, o con quelli di cui si vocifera in questi giorni, ribassati di 300 euro (dunque 400 euro mensili)? Se dovesse verificarsi quest’ultima ipotesi, non confermata da Ruggeri, per Massaro «non ci sarebbero margini di trattativa, a queste condizioni non si può lavorare».
(nella foto di Dino Sturiale: l’occupazione dei lavoratori)
