Nonostante la precettazione scattata dalla mezzanotte, gli autotrasportatori stanno portando avanti la protesta anche in questa terza giornata, con l’intento di non cedere, a meno di soluzioni trovate in itinere, sino a venerdì.
Pesanti le sanzioni previste dal Governo per chi protrae la manifestazione, ma ciò non sembra intimorire per niente i camionisti, che pretendono di vedere salvaguardati quelli che ritengono essere dei diritti.
In tutta Italia la situazione è vicina, ormai al collasso. A Messina va un po’ meglio, ma se non si porrà fine al blocco anche la nostra città arriverà presto ad una situazione di stallo.
Le risorse alimentari sembrano, infatti, già essere scarse in alcune zone del centro, ma ciò che preoccupa maggiormente è la carenza di carburanti. Moltissime sono le pompe di benzina chiuse, mentre in quelle poche rimaste aperte, le file sono interminabili e, in qualche caso, si è dovuto procedere al rifornimento in presenza delle Forze dell’Ordine.
Il traffico, almeno per il momento, non sta subendo rallentamenti, perché gli autotrasportatori stanno consentendo il transito dei veicoli: a Villa San Giovanni il presidio è composto da una sessantina di autocarri ma l’area di accesso agli imbarchi è libera.
D’altra parte, le forze dell’ordine stanno procedendo all’identificazione degli autisti “ribelli- per applicare eventualmente le sanzioni che possono essere anche la sospensione dall’albo.
Molto più pesante è stata, invece, la sanzione comminata al leader dell’Aias, l’associazione siciliana dei trasportatori, che è stato arrestato per interruzione di pubblico servizio. Con lo stesso reato sono stati fermati altri due camionisti.
