Il pg Marcello Minasi vuole riaprire il processo che ha portato alla condanna all’ergastolo del boss Gerlando Alberti junior e di Giovanni Sutera per l’assassinio di Graziella Campagna.
E’ l’ultimo risvolto della travagliata vicenda processuale seguita alla morte della stiratrice adolescente di Villafranca, 22 anni fa, diventato un caso nazionale e trama per una fiction televisiva contestata.
Proprio la grande attenzione mediatica che il caso ha sollevato, ha spinto il difensore di Alberti, l’avvocato Antonello Scordo, a chiedere che il processo venga celebrato da una diversa Corte d’assise d’appello. Il legale ha cioè chiesto la remissione del processo da parte della corte per legittima suspicione. Adesso a decidere sarà la Corte di cassazione.
Nelle more della decisione della Suprema corte, però, il pg Minasi ha chiesto che il processo non venga sospeso ed ha avanzato le proprie richieste. Cioè la riapertura del dibattimento, l’audizione dell’ex Gip di Messina, Marcello Mondello, autore dell’archiviazione di Alberti e Sutera, al termine della prima inchiesta per l’omicidio. Il pg ha chiesto inoltre che entrino a far parte del fascicolo processuale anche le intercettazioni effettuate nell’abitazione della Federico e dela Cannistrà, la titolare della stireria presso la quale Grazielle lavorava e la collega della ragazzina. La Corte le ha dichiarate utilizziabili ed ha rinviato l’udienza al 4 gennaio, quando disporrà apposita perizia sulla trascrizione delle intercettazioni stesse. Quel giorno, il presidente della Corte, Armando Leanza, dovrebbe inoltre sciolgliere riserva sulle altre richieste avanzate dal pg Minasi.
