Cisl e Uil chiedono una politica fiscale che riduca le tasse sui lavoratori

Cisl e Uil chiedono una politica fiscale che riduca le tasse sui lavoratori

Cisl e Uil chiedono una politica fiscale che riduca le tasse sui lavoratori

martedì 05 Ottobre 2010 - 07:48

Le proposte dei sindacati per il rilancio dell'economia in crisi

“Meno fisco per il lavoro, più lavoro per l’Italia”, frase usata da Cisl e Uil che racchiude il principale concetto espresso al governo, con il quale chiedono di avviare un confronto con tutte le parti sociali: riduzione di tasse ed imposte per i lavoratori e quindi rilancio della domanda interna e dei consumi con conseguente sviluppo per la nostra economia.

In particolare si propone in una serie di punti:

di diminuire il peso dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, attraverso la riduzione delle attuali aliquote, in particolar modo della prima e della terza, portandole rispettivamente al 20% e al 36%.

L’aliquota fiscale sulle rendite finanziarie è oggi fissata ad un livello molto basso (12,5%), rispetto ai principali paesi dell’Unione Europea. Cisl e Uil chiedono l’innalzamento dell’imposta sostitutiva sulle rendite finanziarie al 20%, con l’esclusione dei soli Titoli di Stato, così come l’abbassamento allo stesso livello dell’aliquota sugli interessi dei depositi bancari (oggi fissata al 27%), tradizionale fonte di risparmio per i meno abbienti.

L’obiettivo di riduzione del prelievo sulle imprese può essere funzionale a rafforzare la competitività, anche in vista della ripresa della domanda estera. Per Cisl e Uil la riduzione del prelievo fiscale sulle imprese deve però essere ancorato all’innovazione tecnologica ed organizzativa e all’incremento qualitativo e quantitativo dell’occupazione, promuovendo, anche per tale via, il miglioramento del nostro sistema produttivo.

Occorre anche evitare il rischio che il federalismo fiscale possa determinare una ulteriore proliferazione dei livelli istituzionali, un appesantimento delle strutture burocratiche o nuove complicazioni amministrative con oneri aggiuntivi per i cittadini; evitare quindi che il federalismo fiscale comporti maggiori costi che inevitabilmente si scaricherebbero in aumenti della pressione fiscale sui redditi da lavoro dipendente e pensione.

Cisl e Uil considerano la lotta all’evasione fiscale la priorità nazionale. Bisogna continuare a rafforzare la strumentazione per l’azione di contrasto, anche migliorando l’incrocio delle banche dati tra le varie amministrazioni e introducendo più efficaci meccanismi di contrasto di interesse fra venditori e compratori.

Il tentativo di ridurre i costi della politica: i cosiddeti costi della politica sono, infatti, cresciuti nell’ultimo decennio del 40% ad un ritmo, dunque, doppio degli aumenti delle buste paga.

A livello nazionale, Cisl e Uil chiedono che il governo avvii il confronto con tutte le parti sociali, al fine di sostenere la ripresa economica e lo sviluppo del Paese, attraverso una efficace politica economica.

Gioseè Venuto

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