Lo scontro tra la portacontainer Susan Borchard e il Segesta jet di Rfi, avvenuto lo scorso gennaio nelle acque dello Stretto, che è costata la morte ai 4 membri dell’equipaggio del traghetto, continua a commuovere i cittadini.
Un numeroso gruppo di amici del Comandante Sebastiano Mafodda, perito nello scontro, ha dato vita ad “ALAMAK-. L’associazione porta il nome di una stella della costellazione di Andromeda, nome che Mafodda, nel suo profondo amore per il mare e l’astronomia, aveva voluto dare alla sua barca a vela. Gli amici intendono così ricordare la memoria del Comandante e dei suoi compagni di lavoro Marcello Sposito, Lauro Palmiro e Domenico Zona morti nella collisione, lo scorso 15 gennaio.
L’associazione si propone di promuovere iniziative utili a far crescere quei valori propri della cultura marinara quali solidarietà, lavoro ed amicizia dei quali Sebastiano Mafodda era convinto testimone. Diverse idee sono già in cantiere per avvicinare soprattutto i giovani all’affascinante mondo del mare ed alla conoscenza e pratica dell’arte marinara nelle sue varie espressioni.
Particolare attenzione è posta dai soci fondatori alla navigazione nello Stretto di Messina, dove la mancanza di sicurezza ha sacrificato quattro vite umane.
In questo impegno l’associazione si unisce al grido “Non gli daremo pace- lanciato, durante i funerali nel Duomo di Messina, dal Comandante Sebastiano Pino, con l’intento di lottare con Lui “ senza un attimo di tregua affinché chi esce di casa per andare a lavorare possa tornare sereno dai suoi cari, e i passeggeri che a noi si affidano possano in tranquillità e sicurezza traghettare-.
L’associazione ha intanto aperto un blog Alamakbastiano.blogspot.com con l’intenzione di aprire il dibattito a tutte le persone che amano il mare e la verità.
