Il professionista avrebbe fatto parte di un'organizzazione che si avvaleva di cooperative fantasma per evadere il fisco e guadagnare anche 10.000 euro al giorno
Un commercialista messinese è stato arrestato a Padova dalla Guardia di Finanza in un’operazione antiriciclaggio che ha coinvolto parecchie regioni del Nord Italia.
In manette è finito il 62enne Paolo Sinagra Brisca, titolare di uno studio commerciale nella città veneta. In carcere sono finiti anche Willi Zampieri, 40 anni, ritenuto il capo dell’organizzazione e Patrizia Trivellato, 57 anni, già tesoriere del Consiglio provinciale dell’Ordine dei consulenti del lavoro di Padova.
La Guardia di Finanza ha scoperto che l’organizzazione aveva evaso al fisco qualcosa come trenta milioni di euro ed ha sequestrato beni mobili ed immobili per 18 milioni. Ventuno le persone che la Procura di Padova ha iscritto nel registro degli indagati. L’ accusa è di associazione per delinquere finalizzata all’evasione fiscale.
Secondo quanto emerso dalle indagini il gruppo aveva alle spalle una serie di teste di legno alle quali erano intestate cooperative fantasma, specie nel settore del facchinaggio. Queste imprese anziché versare i contributi agli enti previdenziali dei titolari delle cooperative li consegnavano ai capi dell’organizzazione. Questi ultimi poi li reinvestivano in attività lecite, aprendo bar, negozi ed altre attività commerciali.
I lavoratori, quasi tutti stranieri, percepivano appena sette euro l’ora. Ma le buste paga erano contraffatte ed i dati contributivi taroccati e non erano contemplate ferie, riposi, malattia e gravidanze. Secondo le Fiamme Gialle almeno 1000 lavoratori sarebbero rimasti vittime di questo sistema creato da Zampieri, Sinagra Brisca e Trivellato in Veneto, Emilia Romagna, Piemonte e Toscana. La Guardia di Finanza ha accertato che l’organizzazione aveva evaso il fisco per 30 milioni di euro.
