Tra le cartacce abbandonate blocchetti di assegni, buste paga, bollette, fatture e molto altro
Un panorama fantastico da dove stamani ci siamo ritrovati ad ammirare lo Stretto. E si, la nostra città vista dall’alto è veramente uno spettacolo se non fosse per qualcuno che fa della nostra splendida terra un luogo dove scaricare di tutto, anche ciò che sarebbe più sensato bruciare; ma, d’altra parte, non tutti hanno il caminetto a casa da utilizzare per questo nobile scopo.
Tra questi, sicuramente il commercialista o il che ragioniere non avendo altro modo di liberare il suo ufficio ha pensato fosse il caso di abbandonare parte del suo “pane quotidiano” in una delle strade della periferia messinese tra le più belle da percorrere per il suo impareggiabile panorama. Siamo nella salita che conduce al forte Cavalli a circa un chilometro dalla struttura; in un dirupo non troppo lontano da sguardi indiscreti come quelli di Tempo Stretto abbiamo ammirato, oltre al panorama, una serie di scatoloni abbandonati che durante il “trasloco” hanno perso sul ciglio della strada il loro carico mostrando ai numerosi passanti – quella strada è trafficatissima – tutto il loro contenuto. Tra la documentazione che abbiamo immortalato non c’è sfuggito uno dei marchi più conosciuti in città protagonista di un fallimento che a molti non ha convinto; soprattutto a chi per questa azienda lavorava.
Ma nel sito c’è tanta roba, tanta ma tanta roba che c’è stato impossibile, anche per la notevole pendenza, riuscire a scorgere altro. Ma d’altronde, questo non è compito nostro. A controllare cosa c’è ci penseranno sicuramente altri. O no?
Non possono mancare ovviamente i nostri più sentiti complimenti all’autore di tale azione; il vero protagonista è senz’altro lui.
