Il gip Lino ha confermato l'arresto per l'accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga, non per la ricettazione di denaro
Il gip Luana Lino, dopo aver interrogato ieri in carcere i fratelli Claudio e Maurizio Cutispoto ha confermato per entrambi l’arresto per l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Per trascorsa flagranza il gip non ha invece convalidato l’arresto per l’accusa di ricettazione di denaro. Nei due appartamenti di viale San Martino, sequestrati dalla Squadra Mobile, e intestati ai fratelli Cutispoto, sono stati ritrovati più di un milione di euro ed undici chili tra eroina, cocaina e sostanze da taglio.
Diverso l’atteggiamento di Claudio e Maurizio Cutispoto di fronte al gip Lino, che li ha interrogati ieri a Gazzi. Mentre Claudio si era avvalso della facoltà di non rispondere, Maurizio aveva detto di non sapere nulla di soldi e droga.
Gli investigatori della Squadra Mobile ritengono che Claudio e Maurizio Cutisposto, siano i prestanome dei fratelli Trovato, al vertice del clan di Mangialupi. Ai cinque fratelli (Salvatore di 56 anni, Giovanni, 49, Antonino, 52, Alfredo 45 e Franco 38) il 12 maggio sono stati sequestrati dalla Polizia beni per un valore di 20 milioni di euro. I cinque fratelli avrebbero ricostruito il clan, disarticolato dopo il pentimento del boss Salvatore Surace. La magistratura ha sequestrato loro 25 unità immobiliari 5 terreni, 9 autovetture, 6 motocicli, i patrimoni aziendali di due società e numerosi rapporti bancari. Una fortuna accumulata grazie ai proventi dello spaccio di droga ma anche grazie alle rapine, alle estorsioni ed all’usura.
