La Corte dei Conti ha chiesto 21mila euro per il danno d'immagine causato alla pubblica amministrazione
Anziché restituirli all’Inps teneva per se gli assegni dei pensionati che nel frattempo erano deceduti. Ma adesso, Rosa Luppino, dipendente della direzione provinciale di Messina del Ministero dell’Economia, dovrà restituire all’amministrazione dello Stato più di 70 mila euro.
Il processo penale si era concluso con la condanna della donna, insieme al marito, a due anni di reclusione. E naturalmente Rosa Luppino aveva perso il posto di lavoro. Ma ora è giunta la mazzata della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti. La donna dovrà risarcire 49 mila euro per gli assegni che aveva riscosso indebitamente e 21 mila per il danno causato all’immagine della pubblica amministrazione.
Secondo l’accusa la Luppino, con il marito Giuseppe Stilo che aveva il compito di incassare gli assegni attraverso deleghe false, tra il 1999 e il 2003 si intascò circa 70 mila euro.
Anche Giuseppe Stilo fu condannato nel processo penale ma ora i magistrati della Corte dei Conti hanno stralciato la sua posizione per difetto di giurisdizione.
