L’alveo del torrente Librizzi era stato quasi ostruito dalle colate di cemento ormai solidificatesi. Uan discarica abusiva di 4mila metri quadrati scoperta dai Carabinieri della compagnia di Patti, che al termine di una lunga indagine hanno sequestrato otto betoniere, per un valore di 400mila euro, alla ditta che scaricava abusivamente inerti nel fiume e denunciato l’amministratore unico della società proprietaria dei mezzi, il suo socio e sei autisti. Come documentato dai militari nel corso dei vari appostamenti gli autisti delle autobetoniere di una nota ditta di calcestruzzi che si trova sulla SP 122 che collega Patti a Librizzi, alla fine della giornata, dopo aver lavato i mezzi, portavano a scaricare le acque di lavaggio direttamente nel torrente. Le acque scendevano a valle, mentre sul letto del fiume rimanevano i conglomerati residui che al sole si solidificavano giorno dopo giorno, fino a dare luogo ad un vero argine in cemento che ostruisce quasi completamente il passaggio delle acque. Addirittura per consentire il facile accesso ai camion all’interno del greto, veniva periodicamente inviata una pala meccanica che spazzava via il cemento solidificato, lasciando lo spazio per i nuovi scarichi.
Di questi varchi creati dalla ditta per consentire l’accesso ai suoi camion, avevano approfittato anche altre persone che scaricavano inerti, pneumatici ed elettrodomestici.
I carabinieri hanno segnalati alla Procura della Repubblica di Patti per getto pericoloso di cose, distruzione e deturpamento di bellezze naturali, attività di gestione di rifiuti non autorizzata l’Amministratore Unico e socio della ditta di calcestruzzi, un 38enne di San Piero Patti, l’altro socio della ditta e 6 autisti. Il Gip di Patti, oltre a convalidare il sequestro delle 8 betoniere ha anche disposto il sequestro preventivo di tutte le altre macchine in uso alla ditta, altre 4 autobetoniere.
