«Una scelta voluta per ridurre i costi di trasporto e pian piano dimettere il servizio», questo il commento dei rappresentanti sindacali
Nuovo anno, solita politica aziendale. Questo almeno secondo la Cisl sezione trasporti, che proprio oggi denuncia la soppressione, da parte di un Gruppo di Fs, Trenitalia Cargo, dell’impianto dello scalo di Messina. Una decisione presa senza preavviso, affermano i rappresentanti sindacali Genovese, Testa e Barresi, che spiegano: «Il provvedimento viene giustificato dalla società con una presunta mancanza di produzione nei giorni indicati. La realtà, invece, è che Trenitalia chiude lo scalo e sopprime i treni merci programmati. Una scelta precisa per ridurre i costi rinunciando di fatto a fare trasporto merci su ferro. Nel prossimo fine settimana si verificherà la stessa situazione di ieri con la soppressione dei treni già programmati, nonché la modifica dei turni del personale». Per la Cisl, simili iniziative, delineano ancora una volta il programma della Divisione Cargo di Trenitalia di voler progressivamente abbandonare del trasporto merci in Sicilia attraverso la continua dismissione degli scali nell’isola, come avvenuto già a Brancaccio.
«E’ palese – sottolineano i rappresentanti della Cisl – la volontà aziendale di Trenitalia di rinunciare a fare trasporto merci su ferro nell’isola a tutto vantaggio del gommato nonostante gli sbandierati progetti governativi di incentivazione del trasporto merci su ferro tramite l’incentivo alle imprese con il ferro-bonus e le rassicurazioni che gli amministratori locali avrebbero ricevuto dal Ministero dei Trasporti. Simili provvedimenti allarmano anche alla luce delle sempre più insistenti notizie che circolano in azienda sulle delle prossime limitazioni dei treni merci, soprattutto quelli che trasporto legname e acqua minerale. Trenitalia sarebbe pronta a bloccare i treni merci in Calabria, facendoli proseguire le merci per la Sicilia su gomma direttamente via mare nei porti di Palermo e Catania. Soluzioni che consolidano i timori di un progressivo abbandono del Gruppo FS dallo stretto di Messina e dall’isola. Appare chiaro – concludono Genovese, Testa e Barresi – che perdere tutta la fetta del trasporto merci, con la sola eccezione delle merci pericolose e dei prodotti siderurgici, porterà ripercussioni sulle attività di traghettamento e manovra, aggravando le criticità occupazionali che da tempo denunciamo nello scalo messinese».
La Cisl e la Fit chiedono nuovamente e con forza ad amministratori locali e politici regionali di intervenire e inchiodare Trenitalia al proprio ruolo di vettore di trasporto pubblico a garanzia del “servizio universale” che Trenitalia deve garantire in virtù del suo contratto di servizio con lo Stato.
