Gli echi della tragedia di Viareggio anche a Messina. La Cisl: «Siamo una città a rischio»

Gli echi della tragedia di Viareggio anche a Messina. La Cisl: «Siamo una città a rischio»

Gli echi della tragedia di Viareggio anche a Messina. La Cisl: «Siamo una città a rischio»

mercoledì 01 Luglio 2009 - 14:49

Genovese, Testa e Barresi: «Giornalmente alla stazione sostano cisterne ferroviarie provenienti dai poli petrolchimici di Gela e Priolo. Chiediamo un tavolo tecnico con Rfi, Prefettura e Comune»

«Binari e scali lasciati ormai senza manutenzione, carri con merci pericolose giacenti in prossimità della stazione centrale per 24/48 ore, servizio di carro soccorso non sempre garantito per 24 ore. La tragedia di Viareggio deve fare riflettere sugli standard di sicurezza anche dello scalo di Messina». La denuncia è della Cisl di Messina, del segretario generale Tonino Genovese e dei responsabili Trasporti e Ferrovie, Enzo Testa e Michele Barresi. «Da tempo denunciamo come la stazione cittadina sia fortemente a rischio considerata la notevole quantità di Cisterne Ferroviarie contenenti agenti infiammabili e chimici che giornalmente provengono dai Poli del Petrolchimico di Gela e Priolo».

«Messina – spiegano Genovese, Testa e Barresi – per ovvi motivi di sicurezza dovrebbe essere solo una stazione di transito per le merci pericolose. Ma la dismissione e l’abbandono costante di Rfi negli ultimi anni ha prodotto una riduzione del 40% tra i lavoratori addetti alle attività di manovra e traghettamento. I carri, quindi, per carenza di personale, sono costretti spesso a rimanere fermi per ore, a volte anche per giorni, nei binari di stazionamento all’altezza del cavalcavia di via Tommaso Cannizzaro, in attesa di una nave che ne possa consentire il traghettamento oltre lo stretto. Inoltre i binari su cui vengono ricoverati i carri cisterna sono in gran parte o interdetti alla circolazione per vetustà o a velocità limitata a 10 km/h per carenze infrastrutturali della rete ferroviaria».

Una situazione, denuncia il sindacato, figlia del continuo ridimensionamento e abbandono del gruppo FS al centro della “Vertenza Stretto”. Negli scorsi anni più volte è stata evidenziata la pericolosità delle soste per periodi medio lunghi di materiali altamente pericolosi in uno scalo ubicato in pieno centro cittadino, alla luce anche di alcuni episodi, come piccole fughe di gas, che per puro caso e per il pronto intervento dei vigili del fuoco non si sono trasformati in tragedia, come avvenuto a Viareggio. «A questo – prosegue la nota – si deve aggiungere la contrazione dell’organico degli operatori addetti al Carro Soccorso, strumento indispensabile di primo intervento con sede al deposito locomotive di Messina che Trenitalia deve garantire in caso di incidente ferroviario».

La Cisl e la Fit Cisl hanno aderito all’ora di sciopero indetto quale segno di solidarietà alle famiglie delle vittime e come denuncia sui reali pericoli di una smodata liberalizzazione del mercato privo di un sistema di controlli certi e efficaci. «Chiediamo – concludono i rappresentanti di Cisl e Fit Cisl – che si apra da subito un tavolo tecnico con i responsabili di Rfi, della Prefettura e del Comune per approfondire, nel più ampio quadro della Vertenza Stretto, l’aspetto relativo alle condizioni e al rispetto dei parametri di sicurezza dello scalo ferroviario e marittimo messinese, messi a rischio dalla politica di dismissione del gruppo FS. In quella sede si dovranno valutare anche i pericoli che attività come quelle evidenziate possono procurare all’intera area urbana adiacente alla linea ferroviaria e trovare le soluzioni idonee a garantire la sicurezza dell’esercizio e della popolazione».

(foto Cisl Messina)

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