Avevano tentato di imporre il pizzo ad un noto commerciante messinese, chiedendogli prima il pagamento di una rata da un milione di lire, poi una somma maggiore, a titolo di protezione, tra il ’93 ed il ’94. per rendere più credibile la richiesta, lo avevano minacciato di dare fuoco ai punti vendita ed all’abitazione. Il tentativo di estorsione, portato avanti dal boss di Giostra, Giuseppe Mulè ed i suoi fedelissimio, fu però stroncato dall’operazione -Rinascita-, sfociata in un processo arrivato ora alle fasi finali.
Il pm della Dda, Fabio D’Anna, ha chiesto per i sei imputati condanne per oltre 27 anni di carcere. La pena più severa, 9 anni, proprio per Mulè; 6 anni per 6 anni per Antonino Romano, 3 anni per Antonino e Carmelo La Rubina e Santo La Maestra , 3 anni e 3 mesi per Santo La Rubina.
Si riprende il prossimo 10 marzo per le arringhe dei difensori, poi i giudici della Seconda Sezione del Tribunale entreranno in camera di consiglio per la sentenza.
