Un legale catanese è finito in manette per falso, infedele patrocinio e truffa. Parti lese il cliente che si era rivolto al professionista e il magistrato
Dal 2002 attendeva che gli venisse riconosciuta l’infermità per causa di servizio. Per sette anni si è rivolto con fiducia al suo legale che puntualmente informava il cliente di come stava procedendo la causa contro le FF.SS. Peccato che nessun procedimento era stato iscritto a ruolo presso il tribunale del lavoro di Catania. Nessuna sentenza di primo grado era stata emessa, né alcun ricorso in appello presentato. Era tutto frutto della mente machiavellica dell’avvocato catanese di 47 anni Maurizio Valerio, arrestato dagli agenti della Polizia Giudiziaria della Polizia di Stato, guidati da Fabio Ettaro, su ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip Maria Teresa Arena, richiesta dal sostituto procuratore Fabrizio Monaco.
Il professionista catanese, che si trova ai domiciliari a Misterbianco, è accusato di falso, infedele patrocinio e truffa. Ad accorgersi della truffa gli impiegati del tribunale del lavoro di Catania dove ad agosto dello scorso anno il cliente, un ferroviere sessantaduenne, si è recato mostrando la sentenza di primo grado emessa nel 2005 dal magistrato di quel tribunale e chiedendo spiegazioni del presunto processo d’appello conclusosi a sua a volta a favore del cliente. Ma appena hanno dato un’occhiata alla sentenza, gli impiegati del tribunale si sono accorti che c’era qualcosa di strano. Una rapida ricerca è bastata per avere la conferma che nel 2002 nessuna causa contro le FF.SS. era stata iscritta al tribunale etneo, nessun udienza si era mai svolta e tantomeno erano state emesse sentenze di primo e secondo grado.
In calce alla sentenza c’era il nome di un magistrato catanese e la firma che però non era quella del giudice. Informato anche il magistrato catanese è scattata la denuncia e l’arresto dell’avvocato Maurizio
Valerio. Gli agenti della sezione di pg della Polizia di stato hanno sequestrato presso lo studio associato di Catania e presso il patronato di Misterbianco dove esercita l’avvocato Valerio tutto l’archivio. Nei prossimi giorni gli investigatori verificheranno che il legale catanese non abbia riservato lo stesso trattamento ad altri clienti anche perché non sono chiari i motivi che hanno spinto il professionista etneo ad un simile comportamento. L’avvocato in questi sette anni avrebbe guadagnato solo 300 euro.
