Altri pericolosi falò sorgono in molti villaggi della città nell'indifferenza generale
Il giorno dopo la guerriglia di Fondo Fucile è tornata la calma nel quartiere. Una calma apparente visto che gli abitanti della vicina baraccopoli ne hanno approfittato per un supplemento di lavoro. Ieri notte le ruspe dell’Ato 3 hanno rimosso una pericolosissima catasta di legna provocando la reazione di molte persone. Dalle viuzze e dalle baracche è partito un lancio di pietre e bottiglie contro la Polizia Municipale rendendo necessario l’intervento di Polizia e Carabinieri. Le denunce di quattro persone, tutte in età fra 14 e 18 anni, non hanno creato alcun allarme nel quartiere visto che stamattina una nuova catasta è spuntata sulle ceneri di quella appena rimossa. Quintali di legna ammonticchiati di fronte alla favela di Fondo Fucile ed accanto ad alcune palazzine. Senza contare la vicinanza di alberi e, purtroppo, di montagne di rifiuti che potrebbero prendere fuoco con molta facilità. Rischi altissimi, dunque, per la gente del posto ma l’episodio di oggi dimostra che contro la cultura dell’illegalità e della prepotenza non c’è rimedio o intervento delle forze dell’ordine che tenga.
Un altro esempio viene da villaggio Aldisio dove nella centralissima piazza è stata allestita un’altra catasta. A mezzanotte diventerà un grande, immenso falò con il piccolo particolare che tutt’intorno insistono palazzi, strade e tutto ciò che si può trovare nel cuore di un popoloso quartiere.
Incredibile che nessuno sia intervenuto finora così come nessuno è intervenuto alle Case Gialle di Bordonaro, al villaggio Santo, al Cep, a Giostra ed in molti altri quartieri in cui proliferano i falò. Domani, giorno di capodanno, si farà come sempre la conta dei danni e speriamo non anche quella dei feriti
