Gambizzazione Pellegrino. In manette il responsabile

Gambizzazione Pellegrino. In manette il responsabile

Gambizzazione Pellegrino. In manette il responsabile

lunedì 07 Settembre 2009 - 10:40

Santino Calabrò è stato arrestato dai Carabinieri della compagnia sud, perché individuato come responsabile del ferimento del titolare dell'officina di via Taormina, centrato alla gamba da un proiettile calibro 7.65 lo scorso 28 agosto

Il trentasettenne Santino Calabrò si sentiva il fiato sul collo e aveva preferito costituirsi ai Carabinieri lo scorso martedì. Ma per l’uomo era solo scattata una denuncia perché era ormai trascorsa la flagranza. Lo avevano individuato la sera stessa della gambizzazione di Paolo Pellegrino, il titolare di una rivendita di gomme in via Taormina, centrato il 28 agosto alla gamba destra da un colpo di pistola calibro 7.65. Ma solo sabato i Militari della compagnia sud hanno potuto mettere le manette ai suoi polsi in esecuzioni di un’ordinanza custodiale siglata dal gip Antonino Genovese su richiesta del sostituto Todaro con l’accusa di “lesioni personali aggravate, minaccia aggravata e porto e detenzione di armi clandestine”.

Santino Calabrò, fruttivendolo già noto alle forze dell’ordine, ha confessato di aver sparato al meccanico, ma ha sostenuto di averlo fatto sotto effetto di sostanze stupefacenti. “Sconcertante e preoccupante” i Carabinieri definiscono il movente dell’aggressione. Come ricostruito dalle minuziose indagini condotte a caldo dagli investigatori, il pomeriggio del 28 agosto presso l’officina di Pellegrino, si è presentato il nipote di Calabrò richiedendo al figlio della vittima, un venticinquenne, la sostituzione di uno pneumatico del proprio motociclo e chiedendo la possibilità di evitare il pagamento di 35 euro, a cui avrebbe provveduto poco dopo l’arrestato. Di fronte al diniego del figlio della vittima, il cliente avrebbe pagato, allontanandosi indispettito.

Poco dopo, a bordo di un ciclomotore, si è presentato presso l’officina Calabrò, che ha aggredito il venticinquenne con calci e pugni per non avere concesso il credito al cliente. Dopo la colluttazione Calabrò ha lasciato l’officina, facendo ritorno alcuni minuti dopo armato di pistola, prelevata dal garage di casa, che ha puntato al petto del ragazzo. Nel frattempo presso l’officina era arrivato Paolo Pellegrino, che si è frapposto tra il figlio e l’arma impugnata da Calabrò. Ne è nata una colluttazione, durante la quale l’arrestato ha esploso un colpo ferendo il meccanico alla gamba.

Le immediate indagini condotte dai militari dell’Arma hanno permesso di recuperare anche l’arma utilizzata per la gambizzazione. Si tratta di una pistola giocattolo opportunamente modificata, trovata con colpo in canna e caricatore con due cartucce, che era stata nascosta tra alcuni garages del quartiere Taormina. Santino Calabrò si trova a Gazzi.

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