Sono almeno tre i problemi gravissimi che affliggono il distretto giudizario di Messina: la carenza d’organico dei magistrati, la durata media dei processi, ed una situazione logistica disastrosa. Lo ha detto oggi il primo presidente della Corte d’Appello, Nicolò Fazio in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario a Palazzo Piacentini. Una cerimonia anche quest’anno preceduta polemiche e defezioni. A disertrla quest’anno sono stati gli avvocati dell’Unione Camere Penali e dell’AIGA. Non si riconoscono in una cerimonia che definiscono vetusta ed inutile. All’esterno del Palazzo sit-in della lavoratori della giustizia organizzato dalla CGIL per protestare contro i tagli alle risorse ed al personale nei tribunali della provincia.
E disfunzioni e carenze ce ne sono tante. Il Primo Presidente della Corte d’Appello Fazio ha attaccato la nuova legge sull’ordinamento giudiziario che non tiene conto della funzionalità dell’intero apparato. Aumentano liti, processi ed il bisogno di giudici ma non viene allargata la pianta organica dei magistrati. La crisi -ha ribadito il primo presidente Fazio- è acuita nel nostro distretto da una persistente carenza di magistrati, di personale amministrativo e di strutture. In particolare a soffrirne sono il tribunale di Messina e la Corte d’appello ma gravi problemi di organico si registrano al tribunale del riesame, nell’ufficio del giudice monocratico, la sezione lavoro, la corte d’assise e d’assise d’appello ed i tribunali di Barcellona e Patti. Addirittura disastrosa viene definita la situazione del personale di cancelleria ed ausiliario. Fazio non esita ad elencare una serie di carenze da brivido e perfino inimmaginabili: scarseggiano i fondi per l’acquisto di codici, del carburante per la auto di servizio ed è fermo il processo d’informatizzazione. Desolante il quadro dell’edilizia giudiziaria. Mancano aule, stanze per i magistrati, archivi, sale riunioni e si è costretti a lavorare in ambienti insalubri ed indecorosi. Il presidente Fazio invoca la realizzazione del Palazzo di Giustizia satellite appellandosi alle autorità politiche presenti in aula. Anche perché l’amministrazione paga canoni d’affitto che superano di gran lunga la cifra incredibile di un milione di euro l’anno.
Il primo presidente della Corte d’appello ha ricordato le cifre sullo stato della giustizia a Messina e provincia tra il primo luglio 2006 ed il 30 giugno 2007. Il dato più preoccupante è la durata media dei processi. Nel settore civile davanti al Tribunale dura 880 giorni, in pratica tre anni. Un anno prima si giungeva ad 830 giorni. Va peggio in appello dove si arriva a 1156 giorni con un peggioramento del 12,25%. Nel penale peggiora la situazione nei processi davanti al giudice di pace, in corte d’assise, giudice monocratico, corte d’assise d’appello mentre migliora nelle due sezioni del tribunale ed in corte d’appello.
Francesco Mannino, rappresentante del CSM si è soffermato sulla nuova legge sull’ordinamento giudiziario ed in particolare sugli standard medi di produttività per i magistrati che si basano sull’ultimo biennio. Parametri errati –secondo Mannino- perché non tengono in considerazione il distretto in cui il giudice si trova ad operare. Servirebbero invece standard medi nazionali. Poi il rappresentnate del CSM ha manifestato preoccupazione per il clima difficile che si è instaurato fra politica e magistratura.
Giuseppe Creazzo, rappresentante del Ministero di Giustizia ha ricordato gli interventi del governo Prodi ed ha difeso il provvedimento di indulto ed il pacchetto sicurezza che ha previsto l’istituzione della banca dati del DNA.
Il procuratore generale Ennio D’Amico ha espresso il suo disagio per il disprezzo e gli insulti rivolti alla magistratura dal mondo della politica. Ha auspicato l’ampliamento della pianta organica dei magistrati, la revisione dei sistemi di applicazione della pena e l’abbattimento dei tempi dei processi. E si è detto soddisfatto per il completamento della piazza Maurolico davanti a Palazzo Piacentini e l’attivazione del servizio di sicurezza.
Duro l’intervento di Francesco Marullo Condojanni, presidente dell’ordine degli avvocati di Messina che ha detto di condividere la protesta dei penalisti e dei giovani avvocati. L’inaugurazione dell’anno giudiziario -ha detto Marullo- è un rito vetusto nel quale vengono illustrati dati parziali, falsi ed incompleti. Quello che doveva esser e un dibattito sull’amministrazione e l’organizzazione della giustizia non è altro che un elenco di cifre. Quindi, dopo ‘intervento del rappresentante dell’ANM Corrado Bonanzinga, è stato dichiarato aperto il nuovo anno giudiziario.
