Dall’incendio di una casa di un pensionato a Piraino sono partite le indagini dei Carabinieri di Patti che hanno così scoperto una storia fatta di minacce, danneggiamenti e persino un tentativo di estorsione per un’eredità contesa.
In manette sono finiti il ventenne Gaetano Castrovinci e il quarantenne Rosario Bartolone. Sarebbero stati proprio i due arrestati a seminare il terrore nella cittadina di Piraino che ad agosto aveva visto un’escalation di criminalità. Ultimo in ordine di tempo il 27 agosto scorso l’incendio doloso dell’abitazione di un pensionato sessantacinquenne a Borgo Murato. Le indagini dei Carabinieri da subito si erano indirizzate verso Bartolone e Castrovinci. I due avevano infatti avuto un diverbio con il pensionato qualche ore prima dell’incendio. Le successive ricerche hanno permesso di accertare che alla base di tutto c’era un’eredità contesta tra Bartolone e il fratello della sua convivente, un operaio.
A quest’ultimo il 25 agosto proprio Bartolone insieme a Castrovinci, che vantava un credito di 50 euro nei confronti dell’operaio, avevano rubato il motorino e lo avevano incendiato lasciando la carcassa nel greto del torrente Piraino. Qualche giorno dopo alle orecchie dei due arrestati era arrivata notizia che due pensionati li avevano visti appiccare le fiamme e per evitare di essere scoperti, Castrovinci aveva minacciato di morte i due pensionati e con la complicità di Bartolone aveva dato fuoco all’abitazione di uno dei due e il 2 settembre tentando di incendiare anche una Moto Ape di proprietà del sessantacinquenne.
I Carabinieri hanno poi accertato che i due arrestati erano poi andati dal datore di lavoro dell’operaio intimandogli di licenziarlo e minacciando che in caso contrario lo avrebbero ammazzato e gli avrebbero fatto saltare in aria l’azienda. Il professionista ha subito denunciato tutto ai Carabinieri che a conclusione delle indagini hanno così potuto arrestare e rinchiudere al carcere di Gazzi, Gaetano Castrovinci e Rosario Bartolone.
