Dalle immagini registrate da una telecamera si vede una persona con il volto coperto da casco da motociclista. Quella del racket rimane la pista privilegiata
Tassello dopo tassello gli investigatori della Squadra Mobile stanno ricostruendo il puzzle dell’attentato incendiario al bar Acca della Galleria Vittorio Emanuele. Secondo la Polizia l’intimidazione sarebbe opera del racket che ha voluto lanciare un avvertimento chiaro e preciso. Ieri i due titolari sono stati sentiti dagli investigatori ma hanno detto di non aver mai ricevuto richieste di denaro o minacce di alcun genere. Ma la pista estorsiva rimane quella battuta dalla Mobile.
Negli uffici della Questura si continua a visionare il filmato registrato dalle telecamere a circuito chiuso in funzione nella Galleria e collegate con la sala operativa della Polizia Municipale. Le immagini mostrano una sola persona che indossa un casco da motociclista. L’uomo cosparge di benzina la saracinesca del bar Acca ed appicca il fuoco. Poi fugge all’esterno della galleria e da quel momento fa perdere le proprie tracce. Pochi minuti dopo giungono i Vigili del Fuoco, avvertiti da alcune persone di passaggio, che spengono l’incendio. Davanti all’esercizio commerciale trovano la tanica utilizzata dall’attentatore per trasportare il liquido infiammabile. Secondo la stima dei titolari i danni ammonterebbero a circa 5000 euro. Le fiamme hanno danneggiato la saracinesca, alcune sedie di vimini e dei tavolini ed hanno annerito le pareti all’interno del locale.
