Il raggruppamento aggiudicatario dell’appalto ha preso possesso del cantiere: al via smantellamento e demolizione delle parti murarie
Stavolta l’Etna e la sua cenere non ha fatto scherzi e l’ecomostro di San Raineri, quell’inceneritore “intruso” in una delle aree di maggior pregio di Messina, la Zona Falcata, ha i giorni contati. Stamani, alla presenza dell’assessore comunale all’ambiente, Elvira Amata, del dirigente comunale Vincenzo Schiera e di Adriano Grassi di Sviluppo Italia, sono state consegnate le aree al raggruppamento aggiudicatario dell’appalto, composto dalle società -Bonifiche Spa- di Roma e -Natura Srl- di Napoli. Consegna che sarebbe dovuta avvenire giovedì scorso, salvo poi essere rinviata per la chiusura temporanea dell’aeroporto Fontanarossa di Catania per le ceneri dell’Etna. Contestualmente alla consegna delle aree, sono iniziati i lavori, da realizzare entro novanta giorni, che riguardano interventi di smantellamento e di demolizione delle parti murarie. L’assessore Amata ha evidenziato che «il primo intervento prevede l’abbattimento parziale della struttura ed è prioritario e necessario per la successiva fase di demolizione dell’inceneritore». La gara d’appalto, aggiudicata per 180 mila euro ed espletata dall’ufficio del Commissario delegato per l’emergenza bonifiche e la tutela delle acque in Sicilia, garantirà la messa in sicurezza dell’area dell’inceneritore ubicata a San Rainieri. Il direttore dei lavori è l’ing. Francesco Mazzucchi.
Nel dettaglio, ecco cosa prevede questa fase operativa: saranno rimossi i rifiuti presenti sull’area in esame; successivamente si provvederà alla scoibentazione delle strutture contenenti amianto a vista, alla demolizione dei locali ad uso civile annessi all’inceneritore e al campionamento massivo di alcuni elementi delle strutture, propedeutico alla seconda fase. L’avvio della demolizione dell’inceneritore era stato ufficializzato nel corso del vertice, tenutosi il 18 marzo scorso a Palermo, tra il presidente della Regione Raffaele Lombardo, il sindaco Giuseppe Buzzanca e il presidente della Provincia Nanni Ricevuto. Un vertice, quello di due mesi fa, che ha lasciato aperte tutte le altre incognite sulla zona falcata, a partire dal nodo Ente Porto, sul cui trasferimento, lo ricordiamo, pende ancora una proposta di legge presentata sia alla Camera che al Senato dalla maggior parte dei parlamentari messinesi, su iniziativa dell’Udc.
