I lavoratori incaricati di rilevare e verificare la regolarità dei contatori Amam senza lavoro dallo scorso 28 febbraio, data di scadenza del contratto d'appalto
Una urgente richiesta di incontro con il sindaco e il presidente dell’Amam. Questo il primo passo che la Uil e la Nidil Cgil compiranno a tutela dei diritti dei lavoratori delle cooperative Gaia e Teorema, impegnati nella rilevazione e nella verifica della regolarità dei contatori Amam e della corrispondenza tra i contratti di fornitura di acqua e l’effettiva utenza, e rimasti, alla scadenza dell’appalto, il 28 febbraio 2009, senza lavoro.
«Nel giugno 2007 – affermano Costantino Amato, segretario generale della Uil, e Daniele David, della Nidil Cgil – l’Amam aveva affidato alle cooperative Gaia e Theorema l’appalto in modo da ridurre il più possibile la differenza tra la quantità di acqua erogata e quella effettivamente pagata, che oggi si aggira attorno al 25 per cento, e ridurre al minimo sprechi e dispersione di denaro. In meno di due anni di attività i nove lavoratori delle due cooperative hanno individuato 11912 utenze industriali e commerciali da aggiornare anagraficamente, 2131 irregolarità contrattuali e 251 contratti “uso cantiere”. Inoltre sono stati 87 i contratti effettivamente consegnati all’azienda e 40 quelli per i quali gli utenti hanno esplicitamente manifestato il proprio dissenso. Una mole di lavoro che permette di individuare il beneficio che questi lavoratori potrebbero costituire per l’azienda se solo fossero messi in condizione di poter proseguire nella loro attività. Se si considera infatti il numero delle utenze che ancora oggi devono essere aggiornate – sottolineano Amato e David – e lo si moltiplica per il costo di un singolo contratto (441 euro tra istruttoria, deposito cauzionale e bolli) si otterrebbe una cifra che supera i 5 milioni di euro. Una bella boccata d’aria per le già asfittiche casse della municipalizzata”.
«Si tratta – spiegano Amato e David – di una risorsa che l’azienda non può permettersi il lusso di perdere, in primo luogo per i 36 milioni di euro di debiti che l’Amam ha contratto negli anni, ed in secondo luogo perché, rispetto alla pianta organica esiste una scopertura di quasi il 50 per cento dei posti di lavoro, con un continuo ricorso allo straordinario. Un fatto inaccettabile, come inaccettabile è che ad ogni cambio di poltrona cambino le cooperative chiamate a svolgere il servizio e di conseguenza i lavoratori impegnati. I nove lavoratori delle cooperative Gaia e Theorema costituiscono, per l’esperienza maturata sul campo, la conoscenza del territorio e della specifica procedura di censimento e regolarizzazione delle singole utenze, un patrimonio per l’intera collettività. Un patrimonio che non va assolutamente sprecato e che deve continuare a svolgere il proprio importante servizio».
(foto Dino Sturiale)
