I primi di novembre inizierà la vaccinazione in Sicilia
Non ce l’ha fatta il 51enne napoletano, D.G., ricoverato a causa dell’influenza A all’ospedale Cotugno di Napoli. Nel comunicato diramato dal direttore sanitario si legge che “alle ore 24,00 di ieri il paziente D. G. è deceduto per sepsi da stafilococco aureo e broncopolmonite complicata da insufficienza renale acuta in paziente con grave cardiomiopatia dilatativa, diabete mellito in oligofrenico con infezione da virus A H1 N1”(fonte: Ansa).
Si tratta del primo caso di morte in Italia, a fronte di centinaia di vite stroncate in altre parti del mondo, ma è da aggiungere che il paziente affetto dal virus, soffriva già da tempo per varie patologie, quali la miocardiopatia dilatativa ed una grave forma di diabete. Il virus A H1N1 sembra quindi aver costituito l’aggravante di una condizione di salute precaria.
Sin dal momento del suo arrivo in ospedale, martedì scorso, le condizioni del paziente avevano preoccupato i medici che lo avevano visitato e preso in cura. Il suo percorso ospedaliero era iniziato al Cardarelli, per poi essere trasferito all’ospedale Cto ed infine, dopo gli esami, attraverso i quali era stato diagnosticato il virus N1H1 dell’influenza A, portato al Cotugno.
Il quadro clinico lasciava poche speranze; fin quando, ieri alle 23 circa, le condizioni di D.G. hanno subito un ulteriore peggioramento arrivando all’arresto cardiaco. Per ben 45 minuti i medici hanno proseguito le manovre di rianimazione inutilmente e ne hanno quindi dovuto constatare il decesso intorno alle ore 24.
Sul contagio si è molto discusso, poiché il 51enne napoletano non si era recato all’estero. La preoccupazione, quindi, cresce in Italia e presto si provvederà alla vaccinazione, che in Sicilia prenderà il via ai primi di novembre, con oltre 700mila dosi di vaccino. Priorità verrà data ai bambini sopra i 6 mesi con patologie gravi, ai soggetti affetti da più patologie e a coloro che lavorano in ambito socio-sanitario. A gennaio la vaccinazione interesserà la popolazione che va dai 2 ai 27 anni. Per questo virus, studi svolti in America, hanno dimostrato che le persone anziane, over 65, siano i più immuni.
