Iniziative pro alluvionati, raccolta fondi di Ance Messina, Fillea Cgil, Filca Cisl e Fenea Uil

Iniziative pro alluvionati, raccolta fondi di Ance Messina, Fillea Cgil, Filca Cisl e Fenea Uil

Iniziative pro alluvionati, raccolta fondi di Ance Messina, Fillea Cgil, Filca Cisl e Fenea Uil

lunedì 12 Ottobre 2009 - 16:15

Per avviare la sottoscrizione stanziati 120.000 euro. «Ma gli imprenditori edili non vogliono essere i capri espiatori»

Ance Messina e Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil si sono incontrate oggi per discutere sulle iniziative da prendere congiuntamente per dare il proprio contributo concreto in aiuto e sostegno ai cittadini di Messina e Scaletta Zanclea colpiti dall’alluvione del 1. ottobre scorso. Le parti sociali hanno deliberato di istituire un conto corrente bancario presso la Banca Intesa Sanpaolo succursale Messina (IBAN: IT15 G 03069 16520 10000 0007398) denominato “Raccolta Fondi Ance-FLC Alluvione Messina” nel quale faranno confluire, per avviare la sottoscrizione, la somma complessiva di € 120.000 conferite da Cassa Edile , Scuola Edile e CPT.

Ance e Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil hanno anche preso l’impegno di coinvolgere le rispettive rappresentanze nazionali, affinché il sistema degli enti paritetici su tutto il territorio italiano, così come già avvenuto per il terremoto dell’Aquila, dia il proprio apporto a questa causa, versando un contributo minimo di € 3.000 per ciascun ente presente in ogni provincia. Le somme raccolte saranno utilizzate per la costruzione di una opera di utilità pubblica individuata di concerto con il soggetto attuatore indicato dall’ordinanza della Presidenza del Consiglio per il superamento dell’emergenza alluvione di Messina.

Nel corso della riunione sono stati concordati anche alcuni punti comuni in merito alle strategie ed ai provvedimenti che dovranno essere messi in atto per evitare il ripetersi di tragedie come quelle che hanno colpito il nostro territorio lo scorso 1. ottobre. Innanzitutto, il sistema edile nel suo complesso ritiene che sulla intera vicenda l’opinione pubblica nazionale sia stata fuorviata da interventi e prese di posizione di esponenti politici, amministratori, opinionisti, esperti di vario titolo e grado che si sono preoccupati esclusivamente di scaricarsi dalle responsabilità, ovvero di identificare capri espiatori, senza soffermarsi sul problema principale che ha causato la tragedia, vale a dire l’abbandono del territorio che è stato colpito da una calamità naturale di inaudita violenza.

Sono tutti concordi nel ritenere che occorra verificare ulteriormente le autorizzazioni rilasciate per le costruzioni in corso, ma senza lasciarsi andare a provvedimenti che blocchino indiscriminatamente un settore produttivo fondamentale nell’economia messinese, già provato da una crisi profonda. «La classe politica e amministrativa, a tutti i livelli – si legge in una nota – dovrebbe sospendere dichiarazioni e annunci in qualche caso tardivi ed in altre circostanze strumentali e provvedere ad una concreta regolamentazione di questo comparto produttivo, partendo da norme che riducano i pericoli derivanti da piani regolatori inadeguati alle esigenze di messa in sicurezza, manutenzione e sistemazione idrogeologica dei territori urbanizzati».

«E’ indispensabile – si legge ancora – che vengano previsti tempi certi per l’approvazione di strumenti che regolano il territorio, come ad esempio il PAI (Piano di Assetto Idrogeologico), applicando procedure chiare e identificando le responsabilità di ciascun ente che aprtecipa al processo di redazione di un così importante documento. Gli enti locali dovrebbero, quindi, secondo le parti sociali dell’edilizia, prendere come modello le esperienze di rigenerazione urbana attuate in altre regioni di Europa, provvedendo, innanzitutto alla redazione di un Piano di Sicurezza Generale che riguardi la stabilità degli edifici, ma anche la regimentazione delle acque, il consolidamento ed il rimboschimento dei versanti collinari, la manutenzione delle opere di raccolta e captazione e tutte quelle opere indispensabili per non mettere a rischio l’incolumità dei cittadini messinesi».

«Imprenditori e lavoratori del settore edile messinese – conclude – non vogliono essere i capri espiatori di una tragedia che ha gradi di responsabilità politici ed amministrativi diversi per persone, enti ed imprese. L’intero comparto edile vuole invece essere protagonista in positivo sia della fase dell’emergenza che in quella della ricostruzione e della prevenzione, affinché catastrofi come quella del 1. ottobre scorso non si ripetano né a Messina né in altre parti d’Italia».

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