La Piana incontra la stampa: «I cittadini sono delusi dalle mancate risposte alle loro domande di sicurezza». Riferimenti precisi a Regione e soprattutto Governo nazionale
Questa mattina l’arcivescovo di Messina, Calogero La Piana ha rivolto il consueto messaggio natalizio alla comunità ecclesiale e civile di Messina. Un pensiero andato ai fratelli e agli amici della città e della provincia, affinché, «vincendo le tante distrazioni dei lustrini e delle decorazioni delle vetrine e delle vie cittadine, si concentri l’attenzione della mente e del cuore sul divino bambino e si ascolti, attraverso la sua fragilità, il grido dell’umanità che da ogni parte della terra si alza per invocare aiuto e protezione».
Un grido che assume “forme e provenienze diverse”: dal grido di milioni di bambini consumati dalla fame e dalla sofferenza, a quello silenzioso delle numerose persone che vivono la solitudine come gli ammalati trascurati, gli anziani abbandonati, i giovani sfruttati dalle tendenze e dalle mode, i carcerati umiliati. E’ il grido accorato di solidarietà e di accoglienza che giunge dagli immigrati, da quei cittadini pesantemente provati dall’indigenza e dalle privazioni, dall’esercito dei derelitti e dei disprezzati di ogni età, situazione e condizione di vita.
Un messaggio sentito, fortemente influenzato dalla tragedia dello scorso primo ottobre. La Piana ha rivolto un suo pensiero proprio agli alluvionati: «Cittadini delusi dalle mancate risposte alle loro domande di sicurezza e di doveroso contributo e sostegno per i danni subiti. Cittadini fiaccati soprattutto dal disinteresse e dal disimpegno da parte di quanti, deputati a servire il bene comune, concentrano il loro impegno quasi esclusivamente su interessi personali o di parte». L’arcivescovo ha proseguito sulla linea tracciata in occasione dei funerali delle vittime della tragedia, parlando direttamente di responsabilità politiche e soffermandosi nello specifico sul ruolo della Regione ma soprattutto del Governo Regionale: da loro la guida spirituale attende le maggiori risposte.
La conclusione degli auguri segue una linea cristiana, di solidarietà e speranza: «Dio ha scelto di percorrere le vie dell’uomo. Dio ha scelto la via della condivisione. Dio sceglie di percorrere anche oggi le stesse vie attraverso le nostre scelte e le nostre azioni. In questo Natale, senza rinunciare alla serenità e al calore degli affetti familiari, visitiamo Gesù che giace nelle mangiatoie e nelle grotte della nostra città».
