Sul fronte Rfi, il rappresentante sindacale, così come dichiarato dai lavoratori, teme che l’incontro convocato da Matteoli il 15 marzo sia l’ennesima presa in giro
Il complicato e inestricabile fronte delle vertenze cittadine, vede protagonisti, insieme ai lavoratori, anche i tanti rappresentanti delle sigle sindacali chiamati a rivendicare i diritti di coloro che rischiano di esserne privati. In diverse occasioni si è assistito a nette spaccatura tra sindacati confederali e autonomi rispetto alla gestione delle vertenze in corso, ma nel caso della politica di dismissione ferroviaria attuata da Rfi, a dispetto dei tempi di intervento, la posizione è unanime e compatta. La notizia della convocazione del Ministro Matteoli presso la sede dicastero di Piazza Porta Pia a Roma, del sindaco Buzzanca, di sindacati, deputati e anche dell’amministratore delegato di Rfi Mauro Moretti, si spera possa rappresentare lo spiraglio di un tunnel che al momento non vede via d’uscita. Ma lo scetticismo è il sentimento prevalente tra lavoratori che ieri hanno appreso la notizia dell’ennesimo tavolo romano e che anche oggi confermano la volontà di rimanere in presidio a Palazzo Zanca fin quando non si avranno risposte certe-
Ad intervenire questa mattina facendo una panoramica a 360 gradi sulla situazione lavorativa di Messina, è il segretario generale della Cgil Lillo Oceano: «La questione dei tagli di Fs insieme a quella delle partecipate non vede interventi. C’è poi il nodo dei fondi per la messa in sicurezza che è fermo come tutte le questioni legate allo sviluppo della città o meglio, alla continua emorragia di potenziali risorse che vengono spostate altrove. C’è insomma un’amministrazione che non amministra e non dà risposte ai cittadini e che sta portando la città allo sbando».
Nelle ultime 72 ore si è assistito ad una preoccupante degenerazione che secondo Oceano è il risultato del sovrapporsi di vertenze «per troppo tempo rimandate e sottovalutate, trascinate senza intervenire. Da anni – afferma il rappresentante della Cgil di Messina – denunciamo e chiediamo al sindaco e alla deputazione di assumere una posizione chiara e netta sul disimpegno di Fs dall’area dello Stretto ma tutto quello che abbiamo ottenuto sono delle generiche rassicurazioni da Matteoli che, come dimostrano i licenziamenti, i tagli dei treni e quelli alle navi, non avevano fondamento. Da anni – continua Oceano – attendiamo un intervento di definizione della questione “partecipate”, società che erogano servizi fondamentali per la città come la Messinambiente o l’Atm che però continuano a non trovare soluzione. Il territorio continua a cedere ad ogni allerta meteo mentre il governo nazionale, nel silenzio complice di amministratori e parlamentari locali, si permette di non stanziare risorse».
Oceano sembra condivide la preoccupazione dei lavoratori sull’incontro voluto da Matteoli: «Si rischia di assistere l’ennesima presa in giro se il ministro non porterà a quel tavolo le risorse che aveva promesso a dicembre quando, a fronte dell’ennesima denuncia aveva rassicurato tutti sul fatto che non ci sarebbe stato alcun taglio. Perchè una cosa deve essere chiara – conclude – il piano industriale di FS viene sottoposto al vaglio del ministro delle infrastrutture, quindi se FS continua a tagliare e noi siamo costretti a reiterare le nostre denunce è proprio perchè di tutte le promesse di Matteoli sullo Stretto non c’è traccia».
