Napolitano interviene sulla vicenda dei lavoratori ex-Futura: «Seguiremo gli sviluppi»

Napolitano interviene sulla vicenda dei lavoratori ex-Futura: «Seguiremo gli sviluppi»

Napolitano interviene sulla vicenda dei lavoratori ex-Futura: «Seguiremo gli sviluppi»

mercoledì 02 Febbraio 2011 - 12:40

Nonostante i decreti ingiuntivi emessi nel mese di novembre dal Tribunale del Lavoro, i lavoratori attendono ancora il pagamento delle mensilità

Non ci speravano forse quasi più, ma l’appello rivolto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano da parte dei lavoratori dell’ex-cooperativa Futura, non è rimasto lettera morta. La massima carica dello Stato, infatti, attraverso il rappresentante del governo sul territorio, ovvero il prefetto Alecci, ha inviato una nota alla Fp Cgil, sindacato da sempre in prima linea nella battaglia, in cui afferma di impegnarsi a seguire tutti gli sviluppi “della complessa problematica”. I lavoratori, lo ricordiamo, si erano rivolti al Capo dello Stato denunciando la situazione specifica della Futura e più in generale dei servizi sociali nella città di Messina.

A dare sostegno alle tesi in più occasioni sostenute da lavoratori e rappresentanti sindacali in merito alla gestione, non sempre trasparente, delle politiche legate appunto al settore sociale, lo scandalo scoppiato qualche giorno fa e che ha “sancito” la vicinanza tra politica e cooperative. Una matassa non facile da sbrogliare di cui a fare le spese sono dipendenti e utenti di servizi che invece spetterebbero di diritto. Due facce della stessa medaglia, una guerra fra poveri che continua a complicare condizioni di vita già non facili da affrontare. Sul fronte della Futura, il Giudice Unico del Lavoro, ha condannato «il rappresentante della Cooperativa Futura e il sindaco Buzzanca quale coobbligato in solido ex art. 1676 c.c. e 29 del D. L.g.s. al pagamento della somma complessiva di 359,04 euro per TFR versato in azienda sino al 31/12/2000; 4721,57 euro versato in azienda fino 1/01/01 ; 3896,40 euro per le retribuzioni, oltre agli interessi legali dalla data di maturazione del credito sino all’integrale soddisfo, rivalutazione monetaria, spese competenze e onorari che devono essere liquidate per ogni atto ingiuntivo euro 461,00.

L’ammistrazione però, con un atteggiamento che la segretaria della Fp Cgil ha ritenuto “eticamente discutibile”, ha presentato opposizione alle decisione del Tribunale, non pagando subito tutte le somme previste e “sacrificando dunque i diritti dei lavoratori che pur di andare avanti si trovano costretti a chiedere prestiti. Questo – conclude la Crocè – solo per garantire un minimo di dignità alle proprie famiglie”.

(foto Sturiale)

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