Oggi a Palermo vertice sulla politica di dismissione attuata da Rfi. Sindacati e Regione in viaggio sullo stesso binario, pronti a battere cassa a Roma dove sembra ancor incerta la somma da destinare ai trasporti del sud. Giorno 21 treni fermi in tutta la Sicilia, Messina “cuore” della protesta isolana
La città dello Stretto può, nei limiti del possibile, considerarsi più che soddisfatta dall’incontro tenutosi oggi a Palermo con i rappresentanti del governo regionale per discutere della quantomai complicata questione ribattezzata la “vertenza dello Stretto”. Una soddisfazione doppia, come ci informa il segretario regionale dell’OrSa Mariano Massaro, seduto al tavolo palermitano con i colleghi delle altre sigle sindacali (presenti in modo compatto) e, in rappresentanza della Regione, con il dott. Cianciolo, Coniglio e Montaperto.
«L’incontro di oggi ci è servito per chiarire molti aspetti della questione. Il primo – afferma Massaro – è che il governo della regionale viaggia sulla nostra stessa linea d’onda rispetto all’atteggiamento assunto da FS, alla contingente politica di dismissione dei trasporti nello Stretto e dunque alla progressiva emarginazione della Sicilia. I rappresentanti regionali – continua l’esponente sindacale – lamentano esattamente come noi l’indifferenza mostrata dal governo Berlusconi a cui più volte si sono rivolti chiedendo delucidazioni rispetto al futuro dei trasporti da e per l’isola. Sono state scritte ben tre lettere al Ministro di Infrastrutture e Trasporti Matteoli che ha ben pensato però di non rispondere a nessuna delle suddette “sollecitazioni”. Ci è stato inoltre detto che tra le parti è già stato condiviso un contratto di servizio ma il problema è che il governo non sa ancora quanto destinate ai trasporti della Sicilia».
Come accennato tuttavia, i sindacati, oltre ad aver definitivamente acquisito consapevolezza di avere dalla propria parte il governo regionale, tornano da Palermo con un’altra “piccola” soddisfazione che potrà forse permettere di vedere il bicchiere mezzo-pieno: «Giorno 21 maggio è in programma uno sciopero del settore ferroviario di tutta la Sicilia. Ebbene, abbiamo proposto ed ottenuto – dichiara Massaro – che la manifestazione “generale” si svolga a Messina che, almeno sotto questo punto di vista, può considerarsi -vittoriosa-. Abbiamo chiesto – aggiunge il rappresentante OrSa che siano presenti anche le istituzioni regionali, il presidente Lombardo o in alternativa l’assessore ai trasporti Bufardeci perché tutti insieme si faccia capire al governo di Roma che il sud non ha più intenzione di essere considerato una “pedina” secondaria. Come OrSa – conclude Massaro – ci occuperemo personalmente di chiedere al sindaco Buzzanca di prendere parte a quella che dovrà rivelarsi una grande manifestazione in cui Messina e tutta la Sicilia dovranno far sentire la propria voce. Gli stessi rappresentanti regionali ci hanno invitato a mobilitare il più possibile l’opinione pubblica affinché, una volta tanto, si faccia “squadra”».
Un confronto determinante, dunque, quello tenutosi a Palermo, che oltre ad aver sancito uno stretto “sodalizio” tra sindacati, politica regionale e locale, non ha mancato di riservare altre importanti novità. Come è possibile intuire, infatti, sembra proprio che il nodo della vertenza Stretto, che continua a soffocare rendendo impraticabili ed inefficienti i trasporti del Sud, sia da sciogliere a Roma e per la precisione nella sede del Ministero di Infrastrutture e Trasporti dove ancora, come detto, si “discute” sulla cifra da stanziare per la mobilità nello Stretto. Come inevitabilmente accade, tuttavia, la mancanza di certezze non può che generare ulteriori dubbi, uno su tutti: che lo sviluppo e il rilancio del sud siano realmente tra le priorità del governo “amico”? E ad oggi sono tanti gli elettori del sud ed in particolare della Sicilia che cominciano a domandarselo.
(foto Dino Sturiale)
