Nuovo colpo della Squadra Mobile: arrestato fruttivendolo incensurato; sequestrati 11 chili di hashish

Nuovo colpo della Squadra Mobile: arrestato fruttivendolo incensurato; sequestrati 11 chili di hashish

Redazione

Nuovo colpo della Squadra Mobile: arrestato fruttivendolo incensurato; sequestrati 11 chili di hashish

sabato 16 Maggio 2009 - 16:40

Il giovane aveva allestito in casa una serra per la coltivazione della canapa indiana

La Squadra Mobile di Messina non si ferma più. Dopo il maxisequestro di cocaina ed eroina al clan di Mangialupi oggi ha messo a segno un altro colpo grosso. In un’abitazione di Fondo Pugliatti gli uomini, coordinati dal dirigente Marco Giambra e dal comandante della sezione antidroga Rosalba Stramandino, hanno sequestrato 11 chili di hashish, 25 grammi di marijuana ed una serra per la coltivazione casalinga dell’erba.

A detenere la sostanza e le apparecchiature un fruttivendolo incensurato, Antonino Ardizzone, 29 anni, venditore ambulante al mercato Zaera.

Il giovane era tenuto d’occhio da tempo dagli investigatori della Mobile che avevano appreso della sua attività di spacciatore. Giorni e giorni di appostamenti davanti alla sua abitazione in via Giacomo Mattei dove era stato segnalato un movimento incessante di tossicodipendenti.

Stamattina la decisione di perquisire l’abitazione. Quando Ardizzone è uscito di casa gli agenti lo hanno bloccato ed hanno fatto irruzione nell’appartamento.

In un armadio erano custoditi gli 11 chili di hashish, la marijuana, i semi di canapa indiana e riviste e libri sui quali erano riportate le istruzione per coltivare la sostanza stupefacente. E, infatti, in una stanza dell’appartamento i poliziotti della Mobile hanno scoperto una vera e propria serra domestica. Sotto un gazebo c’erano decine di vaschette con delle terra nelle quali erano stati piantati i semi di canapa indiana, e poi un sistema di illuminazione, riscaldamento e ventilazione per aiutare la crescita delle piante. Naturalmente appartamento, droga ed apparecchiature sono state sequestrate.

Le indagini dovranno accertare la provenienza della droga. Dietro un quantitativo del genere quasi certamente si nasconde un’organizzazione più ampia che importa la sostanza dalla Calabria ed una rete di spacciatori per la vendita al dettaglio. Naturalmente partendo dal mercato Zaera. Nel settembre scorso la Squadra Mobile arrestò nove persone nell’operazione Zaera per la gestione del mercato di via Cesare Battisti. Secondo l’accusa la struttura sarebbe stata gestita dal clan capeggiato da Armando Vadalà. Il boss decideva chi poteva lavorare all’interno del mercato, i suoi uomini si occupavano dei servizi di guardiania, pulizia e parcheggio e pretendevano da tutti gli ambulanti un pizzo mensile che variava da 10 a 15 euro.

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