Aveva base a Scaletta Zanclea l’organizzazione criminale dedita la traffico di droga che operava prevalentemente lungo la costa jonica. All’alba di oggi i Carabinieri della compgani Sud hanno eseguito i 17 provvedimenti cautelari emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo peloritano.
In manette per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio sono finiti Michele Terranova34 anni e Domenico Puleio, 33 anni, rietenuti dagli inquirenti i capi dell’organizzazione, Giuseppe Freni, 22 anni, Angelo Guernaccia, 20 anni, Erminio Fazio, 21 anni, Giacomo Pino, 27 anni e Marco Tringali, 22 anni. Accusati di spaccio sono invece Giuseppe De Francesco,47 anni, Concetto Santoro, 28 anni, Filippo Pino, 36 anni, Davide Lo Turco, 29 anni, Antonino Cutè, 30 anni, arrestato nell’operazione “Wolf” dello scorso 10 luglio e contatto dell’organizzazione per rifornirsi di droga. Consessi i domiciliari a Letterio Bongiorno, 19 anni e Pietro Costa, 36 anni. Obbligo di presentazione per Maurizio Tringali, 21 anni, Paolo Bellinghieri, 31 anni e Salvatore Calareso, 22 anni. Le ordinanze sono state siglate dal gip Massimiliano Micali.
L’hanno battezzata “5 cervelli” perché tanti diceva di averne Michele Terranova, che insieme a Domenico Pulejo, contava su una capillare rete di pusher operante fino a Taormina. Ecstacy, cocaina, che arrivavano da Catania e dalla Calabria, ma sopratutto marijuana che il gruppo criminale coltivava direttamente in piantagioni su terreni demaniali. Come quella scoperta l’8 agosto dello scorso anno nel greto del torrente Torre i contrada Croce a Itala. 596 piante di canapa che crescevano rigogliose assicurando un continuo raccolto e quindi droga pronta per essere spacciata. Gli investigatori sospettano che l’organizzazione criminale potesse contare su altre due piantagioni, non ancora individuate.
Una pandemia stupefacente come definita in conferenza stampa dal sostituto della Dda Giuseppe Verzera che insieme al collega Angelo Cavallo ha coordinato le indagini. L’operazione di ieri e quella di oggi, secondo gli inquirenti, dimostrano come lo spaccio in città avvenga a tutti i livelli, in tutte le zone e coinvolge persone di vari ceti sociali.
(foto Sturiale)
