Comincerà il prossimo 16 maggio davanti ai giudici della Seconda sezione penale del Triunale, il processo scaturito dall’operazione Arizona, l’inchiesta su un giro di droga dalla marijuana all’eroina, i rifornimenti in Puglia attraverso i contatti con una banda di albanesi legati alla malavita brindisina.
Il Gup Maria Teresa Arena ha disposto infatti il rinvio a giudizio di nove indagati. Si tratta di Tommaso Ferro, Giampaolo Milazzo, Roberto Papale, Antonino Romeo, Giovanni Di Girolamo, Umberto Maimone, Nunzio Pantò, Antonino Mangano e Gianluca Gentile. Stralciata per un difetto di notifca la posizione de decimo indagato, Francesco Cascio.
L’inchiesta è scattata dopo una serie di sequestri di droga avvenuti nel 2002 ed ha portato al blitz del 4 aprile scorso, quando la Squadra mobile ha eseguito 6 arresti in città. Nel 2002 Giampaolo Milazzo era stato bloccato a Metaponto dalle Fiamme Gialle con 53 kg di hashish nascosti nella macchina, qualche mese dopo Francesco Cascio, di ritorno dalla Puglia, è stato arrestato sui traghetti con 6 panetti di hashish nascosti nell’auto. Le intercettazioni telefoniche hanno poi svelato che i due erano collegati nella stessa rete di spacciatori e fornitori, con al centro Ferro e Milazzo come braccio destro. Le indagini hanno anche permesso di svelare che la banda aveva a disposizione una pistola calibro 38, utile a regolare eventuali problemi o compiere rapine. Spesso nelle conversazioni i vari quantitativi di stupefacente venivano esplicitamente citati dagli indagati.
A scoprire tutto è stata la Squadra mobile, diretta da Marco Giambra, e coordinata dai pm Giuseppe Verzera della Dda, Vito Di Giorgio.
