La micidiale droga giungeva a Messina direttamente dai paesi dell'est asiatico
Pesanti richieste di condanna sono state formulate oggi dal Pm Adriana Sciglio nel processo con il rit abbreviato scaturito dall’operazione “Batangas”. Alla sbarra tredici filippini accusati di aver importato a Messina lo shaboo, una droga micidiale prodotta in alcuni paesi asiatici.
Queste le richieste del PM: 18 anni per Noel Cena 8 anni, 5 anni e 4 mesi per Jess Noel Cena, 8 anni e 8 mesi per Christian Cena, 10 anni per Dioniso Agbunag, 4 anni e 6 mesi per Renè Cena, 8 anni per Marciano jr Babasa, 8 anni e 2 mesi per Federico Sugay, 8 anni e 2 mesi per Robert Isla, 8 anni e 8 mesi per Rolando Caoile, 4 anni e 8 mesi per Lino Cabrera, 4 anni e 2 mesi per Arnel Rodelas, 4 mesi per Jole Gambito e 2 anni e 8 mesi per Hisidro Hernandez. Nel maggio dell’anno scorso i Carabinieri arrestarono undici persone ritenute affiliate all’organizzazione. A capo del gruppo si trovava un’intera famiglia, quella dei Cena provenienti dalla città di Batangas. Da qui il nome dell’operazione. La droga arrivava a Messina proveniente da Thailandia, Birmania, Filippine e Cina Grazie alle intercettazioni telefoniche ed ambientali gli investigatori scoprirono che lo shaboo veniva inviato in innocui pacchi postali direttamente all’indirizzo di lavoro dei filippini, quasi tutti domestici ed operai. Così spesso accadeva che la droga arrivava a casa di insospettabili famiglie messinesi che non immaginavano neanche lontanamente di custodire in casa la micidiale sostanza. Negli ultimi anni lo shaboo aveva invaso Messina e soprattutto gli ambienti giovanili della città. Da qui l’avvio dell’inchiesta che ha portato all’arresto di 11 persone per traffico e spaccio di sostanze stupefacenti
