Ha chiesto 2 mila euro per non far pagare ad una utente una bolletta di 15 mila euro
La Squadra mobile ha arrestato un sessantunenne impiegato Amam accusato di concussione. Approfittando della sua postazione all’ufficio relazioni con il pubblico Ferdinando Pierri, questo il nome dell’arrestato, ha intercettato una signora di 50 anni alla quale era arrivata una bolletta di 15mila euro per una casa di campagna a Spartà, in cui la signora, single e casalinga, non si recava da tempo. Alla richiesta della cinquantenne di una verifica sulla somma arrivatale e sull’eventuale possibilità di dilazionare il pagamento, Pierri dopo averle detto che era stata “fortunata perché aveva incontrato un sant’uomo”, ha invitato la signora ad uscire dalla sede dell’Amam sul viale Giostra e una volta fuori, le ha proposto un accordo. Se gli avesse dato 2mila euro avrebbe pensato lui a risolvere la questione.
La casalinga ha accettato la proposta concordato per il pomeriggio di ieri la consegna dei 2mila euro. Ma una volta tornata a casa, la cinquantenne ha cominciato a ripensare a come si era svolta tutta la vicenda e ieri mattina è andata in questura a raccontare quanto successo. Gli investigatori della Squadra Mobile coordinati dai dirigenti Giuseppe Anzalone e Rosalba Stramandino hanno fatto scattare l’operione battezzata -Bollette d’oro-.
Alle 15.40 di ieri la donna si è recata davanti alla sede dell’Amam. Appena Pierri l’ha vista arrivare l’ha raggiunta all’esterno e i si è fatto consegnare la busta con all’interno 2mila euro. A quel punto sono entrati in azione i poliziotti che lo hanno arrestato in flagranza. A casa di Pierri la Squadra Mobile ha poi trovato e sequestrato un’altra decina di bollette sempre di importi molto elevati intestati ad altri utenti.
Gli investigatori coordinati dal il sostituto Fabrizio Monaco hanno perquisito anche la sede dell’Amam e ascoltato altre persone. Ieri sera si è tenuto anche l’interrgatorio di Pierri che ha messo le proprie responsabilità.
Indagini sono ora in corso da parte della Squadra Mobile per capire se si sia tratto di un singolo episodio, se il sessantunenne agisse da solo, o con la complicità di altri. Da capire anche se gli addetti allo sportello Urp, avendo accesso ai dati degli utenti, possano in qualche modo abusare del sistema informatico inviando ad hoc le bollette con gli importi più alti, sperando poi di vedere arrivare al loro sportello l’utente in cerca di spiegazioni.
