In manette madre e figlia che in una palazzina di Santo Bordonaro vedevano sostanza stupefacente
Una gestione familiare nello spaccio della droga. È quanto scoperto dalla squadra Mobile che stamattina ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Armando Manuguerra, 20 anni, Carmela Branda, 27 anni e della madre di quest’ultima Isabella Caruso, 42 anni.
I provvedimenti siglati dal Gip Giovanni De Marco arrivano dopo accurate indagini degli investigatori della squadra Mobile, coordinati dal sostituto Francesco Chillemi, che avevano individuato un’organizzazione a carattere familiare che a Santo Bordonaro gestiva il traffico dell’eroina, come documentato dai numerosi sequestri di dosi nei confronti di tossicodipendenti, effettuati dalla Polizia in quel rione.
Le indagini seguite dalla Squadra mobile hanno così permesso di accertare che dietro il traffico di eroina ci sarebbero stati Manuguerra, la sua compagna Carmela Branda, e dalla madre di quest’ultima, Isabella Caruso.
I tre avrebbero allestito, all’interno della loro abitazione al secondo piano della Palazzina 15, una struttura funzionale allo spaccio, presso la quale i tossicodipendenti si recavano per rifornirsi.
Peraltro, gli indagati avevano adottato delle precauzioni per impedire perquisizioni a sorpresa, come la collocazione di un cancello in ferro che sbarrava l’accesso all’appartamento, e l’installazione di un impianto di videosorveglianza, con telecamera puntata sul pianerottolo.
