Operazione Luna Park: giostraio fa arrestare quattro estortori del clan dei mazzarroti

Operazione Luna Park: giostraio fa arrestare quattro estortori del clan dei mazzarroti

Operazione Luna Park: giostraio fa arrestare quattro estortori del clan dei mazzarroti

martedì 01 Settembre 2009 - 12:13

Solo grazie al coraggio di un giostraio la Polizia ha potuto arrestare quattro affiliati al clan barcellonese dei -mazzarroti- che per tre anni lo avrebbero taglieggiato e minacciato.

Prima gli hanno chiesto 30.000 euro poi, di fronte al suo rifiuto, sono passati alle minacce di morte. Così il giostraio, un 56enne di Oliveri, ha raccontato tutto agli investigatori del commissariato di Patti e della Squadra Mobile di Messina.

Ieri è scattato l’arresto di Francesco Ignazzitto, 50 anni, noto commerciante di Barcellona e dell’albanese Zamir Daycay, 36 anni di Terme Vigliatore già arrestati rispettivamente nelle operazioni antimafia Sistema e Vivaio. I provvedimenti ristrettivi sono stati notificati in carcere a Carmelo Trifirò, 37 anni di Barcellona ed Enrico Fumia, 43 anni di Mazzarrà S.Andrea. I due erano stati arrestati dai Carabinieri nell’aprile dell’anno scorso nell’operazione Vivaio.

Gli ordini di custodia cautelare sono stati firmati dal gip Walter Ignazzitto su richiesta dei sostituti della DDA Fabio D’Anna ed Antonino Nastasi.

Le vessazioni iniziarono già nel 2006 quando per la prima volta furono danneggiate le giostre. L’anno successivo i quattro affiliati al gruppo di Tindaro calabresi uscirono allo scoperto. Ignazzitto contattò il giostraio e gli consigliò di affidarsi ad alcuni amici per evitare di incorrere in guai peggiori. I tre “amici” gli chiesero 30.000 euro da destinare agli orfanelli che altri non erano che i figli dei detenuti del clan dei mazzarroti. Il gestore del luna park prese tempo riuscendo a rimandare il pagamento del pizzo. Cominciarono i danneggiamenti delle giostre fino ad un mese fa quando Ignazzitto e Daycay decisero di passare alle maniere forti. Avvicinarono il giostraio, sul lungomare di Oliveri, e minacciarono di morte lui e la sua famiglia. A quel punto l’uomo decise che era giunto il momento di rivolgersi alla Polizia. Partì la denuncia e le indagini che ieri hanno portato ai quattro arresti con le accuse di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.

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