Operazione “Pastura-, tornano in carcere il boss emergente Tamburella e i suoi fedelissimi

Operazione “Pastura-, tornano in carcere il boss emergente Tamburella e i suoi fedelissimi

Operazione “Pastura-, tornano in carcere il boss emergente Tamburella e i suoi fedelissimi

venerdì 22 Febbraio 2008 - 11:10

Continuava a trafficare droga e ad imporre il pizzo ai commercianti del centro città e, nonostante fosse sotto sorveglianza speciale, aveva organizzato un gruppo di fedelissimi che si muovevano intorno a lui.

L’ascesa criminale di Rosario Tamburella (nella foto), pregiudicato legato al boss, oggi in carcere, Giuseppe Mulè, è stata stoppata dall’operazione “Pastura- scattata stamattina all’alba con l’esecuzione di diciannove ordinanze di custodia cautelare. Ad operare sono stati i carabinieri e la squadra mobile coordinati dal sostituto procuratore della Dda Fabio D’Anna.

Ventuno gli indagati complessivi, mentre le ordinanze custodiali sono state firmate per:

Concetto Aloisi, 57 anni di Scaletta, Ivan Brizzi (27) di Nizza in Francia, i catanesi Vincenzo Grazioso (34), e Giuseppe Lo presti (36), poi i messinesi Luciano Brigante (29), Carmela Catrini (43), Giovanni Fusco (51), Letterio Lo Presti (30), Letterio Morabito (57), Antonino Pandolfino (25), Annunziato Radesi(24), Salvatore Strano (34), Cono Surace (26), Francesco (24), Giuseppina (21) e Rosario Tamburella (49) e Alessandro Virzì (21), ed Arturo Marabello (38), accusati a vario titolo di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, tentata estorsione, estorsione e usura.

L’indagine è scattata dopo la denuncia presentata l’11 settembre 2006 da un commerciante di Contesse, in Via Marco Polo, vittima di un chiaro segnale intimidatorio.

L’uomo consegnò agli investigatori un foglietto con la richiesta di 30.000 euro e la minaccia che se non avesse pagato gli avrebbero fatto saltare il negozio; pochi giorni dopo analoga denuncia è stata presentata da un commerciante della stessa zona. Anche lui aveva ricevuto il medesimo foglietto. Le intercettazioni e le attività investigative di polizia e carabinieri hanno permesso di identificare come mandante delle richieste proprio Rosario Tamburella, scarcerato per indulto nell’agosto del 2006 e da allora alla sorveglianza speciale.

L’indagine ha anche permesso di scoprire che, a dispetto delle restrizioni, Tamburella gestiva il mercato della droga approvvigionandosi di marijuana dal mercato dei catanesi e di cocaina.

Il giro era gestito grazie all’aiuto della moglie Carmela Catrini e dei figli Francesco e Giuseppina. Durante l’inchiesta sono stati sequestrati due chili e mezzo di marijuana e cinque grammi di cocaina.

(Nella photogallery l’immagine degli arrestati)

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