Due pesanti richieste di condanna sono state avanzate dal PM della Dda, Giuseppe Verzera nell’udienza preliminare dell’operazione “Ponente” per le estorsioni all’impresa palermitana impegnata nei lavori di riqualificazione del litorale di Milazzo.
Il rappresentante della pubblica accusa ha chiesto al condanna a 9 ani di reclusione per Carmelo Trifirò, boss del comprensorio di Terme Vigliatore e 4 anni per il palermitano Domenico Molino, considerato dalla Dda un fiancheggiatore della famiglia mafiosa di Barcellona. I due avevano chiesto di essere giudicati con il rito abbreviato. L’udienza è stata aggiornata al 20 giugno per la sentenza.
L’undici aprile scorso il gup Massimiliano Micali aveva rinviato a giudizio al 16 giugno prossimo il boss di Barcellona Carmelo D’Amico con il fratello Elio, l’imprenditore di Terme Vigliatore Salvatore Puglisi, quello di Milazzo, Francesco Di Maio ed il barcellonese Francesco Carmelo Messina. Era stata stralciata, per una mancata notifica, la posizione del commerciante di lubrificanti Nicola Cannone per il quale gli atti sono stati restituiti al Pm.. Secondo l’accusa alcuni fra i più importanti boss barcellonesi ed imprenditori “amici” avrebbero costretto l’imprenditore Crisafulli a sborsare una tangente del 3% sull’importo complessivo per aggiudicarsi nel 2007 un appalto da 7 milioni di euro per la riqualificazione del litorale di Ponente a Milazzo. La vicenda ebbe degli sviluppi anche drammatici. Crisafulli subì pesanti minacce ed intimidazioni all’interno dei cantieri. Alla fine l’imprenditore palermitano fu costretto a consegnare una rata da 10 mila euro e successivamente altri 20 mila euro che rappresentarono il regalo di Natale di Crisafulli ai familiari dei detenuti dei clan di Barcellona. Le richieste però non si esaurirono anzi diventarono sempre più frequenti. Con il trascorrere dei mesi gli furono imposte le forniture dei materiali ed anche l’assunzione di alcuni operai. Quando la situazione divenne insostenibile Crisafulli, nell’estate del 2008, decise di denunciare tutto alla Squadra Mobile di Messina. Il 18 aprile dell’anno scorso furono arrestate cinque persone nell’ambito dell’operazione “Ponente”.
