Operazione -Torrente-: le accuse dell'avvocato Foti, il candidato sconfitto alle elezioni, ed il ricordo di Parmaliana

Operazione -Torrente-: le accuse dell’avvocato Foti, il candidato sconfitto alle elezioni, ed il ricordo di Parmaliana

Operazione -Torrente-: le accuse dell’avvocato Foti, il candidato sconfitto alle elezioni, ed il ricordo di Parmaliana

sabato 06 Novembre 2010 - 17:16

Mario Foti fu sconfitto alle amministrative del 2007 da Salvatore Lopes l'ex sindaco di Furnari arrestato ieri nell'operazione antimafia dei Carabinieri. Per vincere quelle elezioni Lopes avrebbe stretto accordi con esponenti mafiosi

Sono passati tre anni ma l’operazione “Torrente” della DDA di Messina ha portato alla luce il patto scellerato fra mafia e politica che avrebbe governato il comune di Furnari.

L’inchiesta dei Carabinieri del Ros ha descritto il clima nel quale, nel maggio del 2007, si svolsero le elezioni amministrative a Furnari che sancirono la vittoria di Salvatore Lopes. Quest’ultimo, arrestato ieri con altre sette persone, superò di appena 17 voti lo sfidante Mario Foti ma, secondo gli inquirenti, Lopes avrebbe ottenuto un forte aiuto dal clan dei Mazzarroti ed in particolare dai boss Bisognano e Calabrese. Per sdebitarsi, secondo l’accusa, affidò ad imprese ritenute vicine a Cosa Nostra lavori per 350 mila euro. Interventi necessari dopo l’alluvione del novembre 2008. Nel maggio scorso, dopo mesi di indagini da parte di un’apposita commissione il prefetto di Messina Alecci sciolse per mafia il consiglio comunale di Furnari.

Dopo gli arresti dell’operazione “Torrente” oggi è intervenuto l’avvocato Mario Foti, il candidato sconfitto da Lopes nelle elezioni di tre anni fa. Una presa di posizione durissima quella di Foti. Il professionista punta l’indice contro quei politici che hanno beneficiato di quegli intrecci perversi e che continuano a svolgere la loro attività facendo finta di nulla.

Un attacco ed un ricordo di quanti hanno sacrificato la propria vita in nome della legalità che pubblichiamo integralmente.

Terme Vigliatore-Furnari, lì 06 novembre 2010

Ad oltre tre anni di distanza dalle elezioni amministrative di Furnari, gli oggettivi riscontri investigativi emersi dall’ Operazione “Torrente”, condotta dalla DDA di Messina, costituiscono la ulteriore conferma, senza possibilità di alcuna smentita, dello scellerato patto che esponenti della politica locale contrassero, nel maggio 2007, con i vertici di un sodalizio criminale.

Questo ulteriore ennesimo riscontro conferma: quanto era stato svelato nell’aprile 2008 dalle risultanze investigative contenute nell’Operazione “Vivaio”; i torbidi intrecci e i discutibili atti amministrativi analizzati ed approfonditi nella attività istruttoria espletata dalla Commissione di Accesso insediatasi il 13 marzo 2009; le oggettive conclusioni contenute nel decreto del Presidente della Repubblica del 4 dicembre 2009 che su conforme proposta del Ministro dell’Interno, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, ha accolto la proposta di scioglimento del Comune di Furnari, per infiltrazioni mafiose, avanzata dal Prefetto di Messina.

Nel ripercorrere col ricordo fatti passati di cui siamo stati protagonisti e, nostro malgrado, vittime in un contesto inquietante e pericoloso, possiamo oggi valutare con animo sereno questa triste vicenda che vede più di ogni altro, umiliata ed offesa la comunità furnarese.

Senza volere entrare nel merito dei fatti processuali — che avranno il loro corso e dai quali auspichiamo emerga l’accertamento della verità — riteniamo doveroso fare una riflessione.

Chiunque svolge attività illecite o si trova in esse coinvolto è sempre consapevole del rischio che questa scelta di campo comporta ed è quasi sempre coerente con essa.

Ben diverso appare il comportamento di alcuni soggetti politici locali i quali, animati da smodate ambizioni di potere, fingono di non conoscere i patti scellerati accertati e riscontrati dagli investigatori che hanno loro procurato ingiusti vantaggi elettorali, tentando di presentarsi come vittime inconsapevoli di oscure trame a loro danno.

Riteniamo che la comunità furnarese e l’ambiente politico provinciale sapranno anche prendere le distanze da certi piccoli mestatori e piccoli avventurieri della politica i quali — mentre altri stanno pagando la propria incapacità amministrativa — pretenderebbero di restare nell’ombra, fingono ancora di essere estranei ai fatti accaduti, tentano maldestramente di addossare sempre ad altri la loro esclusiva responsabilità “politica” in questa triste vicenda, organizzando pure proteste e ricercando solidarietà.

Questo efficace intervento dello Stato — per il quale si esprime apprezzamento ma non si manifesta alcun compiacimento per atto di sensibilità – costituisce la migliore risposta, anche se tardiva e postuma, alla memoria di quanti, al di la delle diverse ideologie, si sono ritrovati a battersi per una società più giusta, su un’ideale comune di legalità.

Fra tutti, per ultimo, un doveroso passaggio della memoria al coraggio ed al sacrificio del caro ed indimenticato amico Adolfo Parmaliana.

Avv. Mario Foti

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