Il colpo del 17 aprile 2008 aveva fruttato 2500 euro. Dopo 15 giorni arrestato uno dei responsabili che aveva agito a volto scoperto
Il 17 aprile 2008 assaltarono l’istituto di credito portandosi via una bottino di 2500 euro. Pensavano di averla fatta franca, ma dopo più di un anno d’indagine i Carabinieri della compagnia di Taormina hanno arrestato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare i tre presunti rapinatori, due dei quali originari della provincia di Catania.
In manette con l’accusa di rapina aggravata in concorso sono finiti Cirino Cannavò, acese di 36 anni, Gianluca Giuffrè, 21 anni catanese, e Mario Giuseppe Sofia, 25 anni pastore di Giarre, ma da tempo residente a Francavilla.
Le indagini partirono subito dopo il colpo. Furono fermate e controllate delle persone dai Carabinieri. Tra di loro c’erano i tre arrestati di oggi. Ma non c’erano sufficienti elementi nell’immediato per consentire il loro arresto. Il 17 aprile 2008 una persona con il volto coperto da un passamontagna ed armato di taglierino insieme ad un’altra a volto scoperto si erano fatti consegnare la somma contante di 2mila e500 euro, facendo poi perdere le proprie tracce.
Grazie all’esame dei filmati registrati dal sistema di videosorveglianza dell’istituto di credito, i Carabinieri erano riusciti nel giro di pochi giorni ad identificare il rapinatore, che aveva agito a volto scoperto. In manette era finito Vincenzo Gangemi, allora ventenne di Acireale.
Le indagini successive, attraverso l’analisi dei tabulati del traffico telefonico, i controlli incrociati sui numeri di targa ed alcune testimonianze acquisite, hanno consentito ai Carabinieri della compagnia di Taormina di risalire anche agli altri tre complici della rapina. Ancora da accertare se la banda sia responsabile di altre rapine consumate nell’hinterland ionico e se ci sia il coinvolgimento di una quinta persona.
