Il presidente Trovato: «Sciacca si avvalga dell’art. 13 e riesamini il Piano regolatore almeno per quelle aree soggette a pericolosità geomorfologica». Preoccupazione per le opere compensative: «Dovremo essere attori attivi, non passivi»
«La tutela del territorio non ha bisogno di parole, ma di rigore negli atti». Così l’Ordine degli ingegneri, per bocca del presidente Santi Trovato, passa al contrattacco nei confronti dell’ingegnere capo del Genio civile, Gaetano Sciacca. Lo scontro c’è, è innegabile. E oggi si arricchisce di una proposta forte da parte dell’Ordine. La sintetizziamo così: Sciacca si avvalga dell’articolo 13 della legge 64 del 1974 e riveda i propri pareri rilasciati favorevolmente al Piano regolatore generale, «almeno per tutte quelle aree soggette a pericolosità geomorfologica». Insomma, gli strumenti per intervenire ci sono, sostiene Trovato, basta utilizzarli.
La nota a Sciacca è stata inviata nei giorni scorsi, in base a quanto deliberato il 2 ottobre scorso, quando il consiglio dell’Ordine «esprimendo forte preoccupazione per l’estrema fragilità del nostro territorio, ha ritenuto opportuno invitare il dirigente dell’Ufficio del Genio civile ad avviare le procedure per il riesame ed eventualmente sospensione dell’efficacia almeno per tutte quelle aree soggette a pericolosità geomorfologica. Ricordiamo che tale parere è obbligatorio prima dell’adozione di qualsiasi strumento urbanistica generale e/o particolareggiato nonché sulle lottizzazioni prima della relativa delibera di approvazione, e verifica le compatibilità delle rispettive previsioni con le condizioni geomorfologiche delle aree interessate degli interventi».
Trovato riconosce che «dal 1995 ad oggi, il paesaggio naturale ha subito a veloce ed intensa trasformazione sia a causa delle attività antropiche, sia per la rapida risposte alle variazioni climatiche in atto che hanno incrementato la pericolosità geomorfologica ed ambientale delle aree più sensibili». Ma se si vuole intervenire, oggi, «non basta che un ingegnere capo si dica preoccupato, né si può tollerare che uffici e professionisti si rivolgano di volta in volta all’autorità giudiziaria». Quindi, questa è la proposta, che secondo Trovato non è né una provocazione né una forzatura: Sciacca faccia ricorso all’art. 13 e riesamini il Prg laddove ce n’è bisogno. «Se non lo farà però – ammonisce Trovato – gli atti dovranno essere consequenziali».
Trovato sottolinea che quest’esigenza nasce anche in relazione «al raccordo con le opere compensative del Ponte sullo Stretto. Qui i disagi saranno tanti, dovremo essere attori attivi e non passivi, e su questo fronte daremo battaglia. Proprio alla società Stretto di Messina chiederemo di inserire tra le compensazioni un pin Piano operativo di protezione territoriale, per pianificare le opere protettive di cui il territorio ha bisogno». C’è un’ultima critica: nel mirino c’è la delibera di giunta comunale che fissa nuovi paletti per le autorizzazioni al rilascio delle concessioni edilizie. Secondo Trovato «una forzatura chiedere l’analisi dei flussi veicolari per costruzioni monofamiliari». Per questo l’Ordine degli ingegneri chiede «di mettere un punto. Si assiste ad una sorta di gioco del cerino, che si passa di mano in mano. E’ bene che adesso questo cerino si spenga».
