Oro grigio. Slitta a febbraio la prima udienza anche per i tre funzionari regionali Liggi, Capitti e Giacalone.

Oro grigio. Slitta a febbraio la prima udienza anche per i tre funzionari regionali Liggi, Capitti e Giacalone.

Oro grigio. Slitta a febbraio la prima udienza anche per i tre funzionari regionali Liggi, Capitti e Giacalone.

giovedì 06 Dicembre 2007 - 16:42

Rinviato al prossimo 19 febbraio, quando si aprirà il troncone principale del processo, lo stralcio dell’inchiesta Oro grigio per i funzionari palermitani dell’Assessorato Territorio ed Ambiente, Rosa Anna Liggio, Giuseppe Giacalone e Giuseppe Antonino Capitti. Oggi il difensore, l’avvocato Paolo Turiano, ha presentato un’eccezione di incompetenza territoriale, chiedendo che il processo venga celebrato a Palermo, dove si sarebbe consumato il reato di falso contestato ai tre dirigenti, finiti nell’inchiesta per aver inviato un falso parere al comune di Messina. Parere assolutamente contrario alle precedenti pronunce dello stesso organo regionale, che ha permesso di sbloccare la pratica per la concessione della licenza edilizia per la costruzione del Green park. I giudici si sono riservati di decidere e l’udienza è stata rinviata al febbraio prossimo. Nell’ambito del processo principale è stata già chiesta la riunificazione dello stralcio per i palermitani alle posizioni degli altri imputati. Riunficazione che potrebbe avvenire proprio in quell’udienza.

Intanto, ieri, la Corte di cassazione ha rigettato il ricorso presentato da Antonio Ponzio, il geometra comunale arrestato nel blitz Oro grigio. Il ricorso, presentato dal difensore, l’avvocato Tommaso Autru Ryolo, era infatti fondato sulle esigenze cautelari. Nel frattempo però, qualche settimana addietro, Ponzio è tornato libero per decisione del Tribunale del riesame di Messina.

Anche per lui il processo comincerà a febbraio. Alla sbarra anche l’avvocato Giuseppe Fortino, l’ex presidente del consiglio comunale Umberto Bonanno, gli imprenditori Giovanni e Salvatore Arlotta, Giovanni e Santi Magazzù ed Antonino Smidile. Le accuse sono, a vario titolo, di associazione a delinquere, corruzione, falso, abuso edilizio.

L’inchiesta, condotta dalla Squadra mobile e coordinata dai pm Angelo Cavallo e Giuseppe Farinella, ha scoperto una maxi tangente da due milioni e mezzo di euro, che ruota intorno alla costruzione del Green park, il complesso edilizio la cui costruzione è stata bloccata. La tangente serviva infatti ad oliare la pratica ma soprattutto aumentare gli indici di cubatura dell’area. La magistratura ha quindi bloccato il cantiere.

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