Secondo il segretario della Spi Cgil Locotrondo, quella dei pensionati è la classe sociale che più rischia di essere danneggiata dalla crisi economica
“La crisi economica morde, gli anziani e i pensionati fanno sempre più fatica a vivere”. Questa la posizione della Spi Cgil, il sindacato nazionale dei pensionati che conta circa 3 milioni d’iscritti in tutta Italia e 30.000 nella nostra Provincia, e che da questa mattina torna a presidiare le piazze delle città italiane per tenere alta l’attenzione sui livelli di vita che i nostri “nonni” conducono. In città è stato effettuato un volantinaggio davanti ai mercati per chiedere fra le altre cose: ‘adeguamento delle pensioni al reale costo della vita, l’estensione della quattordicesima mensilità alle pensione che superano i 700 euro mensili e la riduzione delle tasse sui redditi da pensioni e lavoro dipendente.
Il governo non può continuare a far finta di niente, dichiara Giuseppe Locorotondo, Segretario generale dello Spi-Cgil di Messina. La situazione si fa sempre più critica, le pensioni hanno perso negli ultimi anni oltre il 30% del potere
d’acquisto e il 70% dei pensionati messinesi vive con meno di 700 euro mensile. La social card, continua Locorotondo, non solo non è condivisibile nella sua filosofia caritatevole, ma è del tutto insufficiente a rispondere ai problemi dei pensionati, e non copre neanche il 40 per cento di chi percepisce una pensione povera.
