Policlinico, ecco il percorso verso la stabilizzazione

Policlinico, ecco il percorso verso la stabilizzazione

Policlinico, ecco il percorso verso la stabilizzazione

giovedì 17 Gennaio 2008 - 12:14

Trovato l'accordo per un'accelerazione delle procedure, da attuare nel triennio 2008/2010. Le prime tappe: pianta organica e decreto assessoriale. Poi un tavolo provinciale con il prefetto Alecci. Ma la Cgil non si ferma

E’ durata quasi quattro ore la riunione a Palermo che nella tarda serata di ieri ha sancito, finalmente, qual è il percorso da seguire per giungere alla stabilizzazione dei precari delle aziende sanitarie, Policlinico compreso. L’inizio del vertice, previsto alle 17, è slittato di due ore per un confronto tra l’assessore regionale alla Sanità Roberto Lagalla e il suo staff, il rettore Franco Tomasello e il commissario regionale del Policlinico Antonio Mira. E’ stato proprio Tomasello ad aprire il tavolo, chiarendo subito che non sarebbe stato il caso di discutere di elementi di diritto, ma piuttosto di giungere ad un percorso definitivo. E un percorso si è trovato, riassumibile in quattro punti: le aziende ospedaliere dovranno predisporre una pianta organica in base al piano finanziario che dovrà tenere inevitabilmente conto del piano di rientro sanitario regionale; entro una settimana un decreto assessoriale dovrà avviare l’autorizzazione alla stabilizzazione delle figure professionali previste; l’azienda ospedaliera a quel punto emanerà un bando secondo le linee guida e i requisiti stabiliti per la stabilizzazione. Queste tappe sono all’interno di un accordo quadro al quale si è giunti ieri nel corso della riunione, e nel quale sono previsti altri due punti: l’assessorato convocherà i sindacati regionali del comparto sanità per la presa d’atto delle linee guida e con l’impegno di dare indicazione a tutte le aziende ospedaliere di avviare entro 95 giorni le procedure necessarie; nello specifico a Messina si aprirà un tavolo provinciale presieduto dal prefetto Francesco Alecci e nel quale l’assessorato sarà rappresentato dal capo di gabinetto, che servirà a creare una graduatoria su scala provinciale per stabilizzare il maggior numero possibile di precari.

Durante la riunione lo stesso assessore Lagalla ha fatto un duro intervento sul Policlinico e sulla sua gestione. In sostanza ha affermato che il modello organizzativo attuale va assolutamente cambiato, mettendo mano al piano di rientro finanziario, procedendo con un atto di indirizzo e ponendo fine alla irregolarità fin qui commesse, con riferimento in particolare agli straordinari e al quinto turno, che va previsto. E’ chiaro che, come fatto notare dopo questo intervento dal segretario della Cisl Maurizio Bernava, queste sono azioni che non possono essere messe in pratica da un commissario, e che dunque è ora che si acceleri per la nomina di un direttore generale. Lagalla ha confermato che c’è l’impegno da parte dell’assessorato per portare in giunta regionale questa esigenza, assolutamente basilare.

Naturalmente alla riunione i rappresentanti della Cgil, Franco Spanò e Franco Di Renzo, hanno ribadito la loro posizione, peraltro sostenuta a gran forza da una manifestazione dei precari che dal 1 gennaio si definiscono “disoccupati- e che in queste settimane hanno protestato quotidianamente contro lo scorrimento della graduatoria. La risposta di Lagalla, in questo senso, è stata lapidaria: già a luglio l’assessorato aveva espresso parere contrario alla proroga concessa da Mira fino al 31 dicembre 2007, e per quanto riguarda la Finanziaria 2008, l’utilizzo del personale in servizio è previsto “nelle more della stabilizzazione-, che appunto, secondo Lagalla e secondo anche quanto sostenuto in questi mesi da Cisl e Uil, fa seguito alle linee guida della Regione. Linee guida giunte con colpevole ritardo, ma alle quali, con la riunione di ieri, si è finalmente data un’accelerazione. Con l’impegno, da parte dell’assessorato, di chiedere a tutte le aziende ospedaliere che nel primo dei tre anni previsti, la tranche di stabilizzazione possa coinvolgere il 70% dei posti disponibili. Il problema secondo la Cgil è, a questo punto, che il 1 gennaio gli assunti per effetto dello scorrimento della graduatoria hanno un contratto di dodici mesi, con la conseguenza che le procedure di stabilizzazione a Messina partiranno con notevole ritardo rispetto a quanto previsto.

(nelle foto il rettore Tomasello e l’assessore Lagalla)

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