Il rappresentante della società, giunto a Torre Faro intorno alle 16.30, ha assistito all’operazione di estrazione del campione di terreno congelato. Lunedì le “carote” partiranno alla volta della Lombardia per essere analizzate nel Laboratorio geotecnico per l’esecuzione di prove triassiali, utili cioè a valutare la resistenza del terreno. Fiammenghi. «Entro fine ottobre restituiremo questo spazio alla città»
«Un fatto eccezionale». Esordivamo così nel pezzo pubblicato questa mattina a proposito dei prelievi delle porzioni di terreno congelato nel cantiere della trivella di Torre Faro, riprendendo le dichiarazioni della Società Stretto di Messina Spa. Ebbene, stessa identica espressione è stata utilizzata questo pomeriggio da Giuseppe Fiammenghi, direttore generale della Stretto di Messina, giunto in città, direttamente da Roma, intorno alle 16.30.
Il rappresentante della società, accompagnato dal responsabile dell’Ufficio di Messina per conto di Eurolink, l’ing. Giovanni Parisi, e dai tecnici che per tutta l’estate hanno lavorato presso la postazione di Torre Faro, ha assistito alle operazioni di estrazione del campione di terreno congelato, un cilindro di 30 cm di diametro e 70 cm di altezza, ottenuto dalle operazioni cosìdette di carotaggio. «Si tratta di un lavoro importantissimo dal punto di vista geotecnico. Per la prima volta, ed un’opera così importante come il Ponte merita studi così approfonditi, si sta effettuando un’analisi elaborata che permetterà di avere degli importantissimi risultati. Sono molto soddisfatto di quanto ho visto oggi, e soprattutto sono contento che un esperimento di tale portata, sia stato effettuato qui a Messina. Nei prossimi mesi sarà il caso di organizzare anche un convegno».
Il metodo del congelamento, così come spiegato nel corso del sopralluogo allo stesso Fiammenghi, consiste nel congelare l’acqua contenuta negli interstizi di terreno in modo da ottenere un ammasso coeso in grado di permettere le operazioni di carotaggio per prelevare campioni di terreno (carote) indisturbato. Queste carote, finora ne sono state prelevate 10 (ma si prevede un totale di 17), lunedì’ verranno
spedite presso un Laboratorio geotecnico per l’esecuzione di prove triassiali su campione integro, utili alla determinazione dei parametri geotecnici del terreno. In parole spicciole pur se non tecnicamente corrette, verrà testata la resistenza del terreno sulle sue tre dimensioni.
Il principio di azione del congelamento, effettuato nel corso di queste settimane a Torre Faro, consiste nel portare la struttura del terreno a bassa temperatura attraverso l’utilizzo di un fluido refrigerante. In particolare per mezzo di appositi fori equipaggiati con sonde congelatrici, viene immesso e fatto circolare un fluido (Azoto liquido) a bassa temperatura (-70 ÷ -100 °C), per tutto il periodo necessario a raggiungere le condizioni di congelamento del terreno da campionare, le cui temperature vengono monitorate attraverso sonde termometriche.
La metodologia del congelamento del terreno adottata in Sicilia in questa campagna d’indagine geognostica è avvenuta attraverso quattro differenti fasi:
1. Esecuzione di tre fori congelanti profondi 35 m
2. Esecuzione delle attività propedeutiche di perforazione di quattro fori guida, di diametro 500 mm, fino alla profondità di – 15 m dal piano strada, quota dalla quale partiranno i carotaggi per il prelievo dei campioni congelati fino a – 32 m dal p.c..
3. Esecuzione di ulteriori quattro fori per l’installazione di termocoppie per il monitoraggio delle temperature.
4. Esecuzione dei carotaggi, nei 4 fori guida dopo aver raggiunto una temperatura al fondo di -10°C, per il prelievo dei campioni congelati di diametro 300 mm utilizzando un doppio carotiere.
«Vedere questi campioni di terreno ci fa capire che siamo a buon punto, soprattutto se consideriamo che fino a cinque anni fa erano solo parole. Stiamo portando avanti il nostro grande obiettivo – ha commentato Fiammenghi – ed entro fine anno siamo certi di poter avere il progetto definitivo di realizzazione del Ponte, tenendo fede non solo ai tempo ma anche ai costi fin qui sostenuti. A fine ottobre – ha poi concluso un sorridente direttore generale – restituiremo questo spazio alla città».
Foto Dino Sturiale
