Matteoli: «Il governo sta rispettando i tempi previsti per la ripresa delle opere pubbliche. Il Ponte non sarà una cattadrale nel deserto, ma una fonte di occupazione, lavoro e sviluppo». Realacci (Pd): «Tutto un bluff»
Ventisei milioni di euro: questa la somma stanziata per quella che nei progetti del governo Berlusconi dovrebbe rappresentare la fatidica “prima pietra” in vista della realizzazione del Ponte sullo Stretto. Ponte che, sempre secondo le previsioni del Ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, verrà terminato entro il 2016. «Rispettare termini e scadenze»: questo l’obiettivo ricordato anhce oggi dal rappresentante del governo che per quest’inaugurazione “in sordina”, data l’assenza del Presidente del Consiglio, ha affermato: «Stiamo tenendo fede ai tempi che ci eravamo assegnati per la ripartenza delle opere pubbliche – dichiara Matteoli – . Oggi partono infatti con puntualita’ primi lavori propedeutici al Ponte sullo Stretto e nel prossimo anno proseguiranno anche sulla costa siciliana. Si tratta di interventi indispensabili per avviare la costruzione del manufatto, ma necessari a prescindere dalla realizzazione dell’attraversamento stabile».
Come spiegato nelle ultime settimane, i lavori avviati oggi riguardano lo spostamento a monte della linea ferroviaria Battipaglia-Reggio Calabria, che rendera’ disponibile circa 4 chilometri di waterfront tra Villa San Giovanni e Santa Trada. Le attivita’ di costruzione della nuova linea dureranno 18 mesi e vi parteciperanno principalmente imprese locali. I lavori, affidati al contraente generale Eurolink – aggiudicatario della gara internazionale per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina – riguarderanno nella prima fase le attivita’ preliminari relative all’autorizzazione per l’occupazione delle aree, alle attivita’ di bonifica da ordigni bellici, alla messa in sicurezza e disboscamento dell’area di cantiere, nonche’ alle attivita’ di indagine per l’individuazione di eventuali aree da bonificare o di rifiuti da destinare nelle discariche previste.
«Il Ponte – ha dichiarato Matteoli accompagnato dal presidente dell’Anas Pietro Ciucci – non sarà una cattedrale nel deserto, ma un’infrastruttura unica al mondo che generera’ sviluppo, occupazione e crescita economica e che, a cascata, determinera’ la realizzazione di altri interventi infrastrutturali necessari alla Calabria e alla Sicilia. Mi riferisco alla rete stradale, ferroviaria, agli altri servizi cosi’ tanto carenti in questa meravigliosa area».
Puntuali arrivano le repliche e le risposte di quanti invece “bocciano” la realizzazione dell’opera. In prima file l’esponente del Pd Ermete Realacci: «Quello dell’inizio dei lavori è un grande bluff: oggi non inizia nulla, semplicemente si sposta un tratto di ferrovia che c’entra pochissimo con la realizzazione del ponte, perche’ altrimenti non si potrebbe fare visto che non si possono avviare lavori di un’opera su cui non c’e’ ancora il piano di fattibilita». Segue l’affondo del Wwf: «La Regione Calabria ha impugnato di fronte al TAR del Lazio la Delibera CIPE 77/2009 sulla variante ferroviaria di Cannitello e, a seguito della stessa, ha presentato ricorso alla Corte Costituzionale per conflitto di attribuzione tra Stato e Regione segnalando la sospetta incostituzionalita’ della decisione assunta dal CIPE il 31 luglio 2009, che rivede unilateralmente l’intesa raggiunta tra Stato e Regione, in contrasto con quanto stabilito dal Titolo V della Costituzione. I cittadini di Calabria e Sicilia saranno presi in giro e non ne ricaveranno alcun vantaggio».
