Aumento dell’occupazione in Sicilia e Calabria, miglioramento dei servizi di trasporto e crescita dell’economia: questi i principali vantaggi del progetto Ponte sullo Stretto presentato a Varapodio dal ministro Matteoli e dal presidente della società “Stretto di Messina” Pietro Ciucci
E’ stato il centro calabrese di Varapodio ad ospitare il ministro di Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli e il presidente della Società Stretto di Messina Pietro Ciucci, per la presentazione “ufficiale” del progetto del Ponte Sullo Stretto. Un appuntamento che segue di qualche settimana l’apertura del cantiere di Cannitello per lo spostamento del binario ferroviario, il primo di una serie di incontri istituzionali che, così come dichiarato da Ciucci «si svolgeranno in Sicilia e Calabria per presentare la complessa organizzazione propedeutica alla realizzazione dell’opera».
Un’opera internazionale, così come l’ha definita Matteoli, «destinata a rivoluzionare e migliorare l’offerta trasportistica, ad aumentare lo sviluppo economico e la crescita dell’occupazione non solo per la Calabria ma anche per la Sicilia». Un’importanza anche a livello geo-politico, ha dichiarato il ministro, perché un fondamentale tassello del Corridoio 1 Berlino-Palermo già approvato dal Parlamento Europeo nel 2004.
«Per quanto riguarda i Comuni direttamente interessati dalla costruzione dell’opera – ha invece annunciato Ciucci – presto avvieremo una serie di incontri istituzionali per presentare la complessa organizzazione che ha il compito di realizzare il ponte: l’Alta sorveglianza della Stretto di Messina, il Contraente generale, il Project Management Consultant, il Monitore Ambientale. L’obiettivo è quello di garantire al territorio, da subito e con costanza nel tempo, un flusso continuo di informazioni su tutte le principali attività connesse ai lavori». I “padri” della grande opera pensano già al futuro, immaginando la trasformazione di Catania, Messina, Reggio Calabria, Villa San Giovanni, Gioia Tauro in nodi urbani di un sistema integrato, il grande sistema metropolitano del Mediterraneo, capace di ottimizzare tutti i valori aggiunti generati dalla fluidità dei collegamenti: «E’ di tutta evidenza che il Ponte determinerà a cascata, negli anni della sua costruzione, la realizzazione di altri interventi infrastrutturali in Calabria e in Sicilia necessari alla grande area di riferimento, indispensabili affinché l’opera possa esprimere tutte intere le sue potenzialità strategiche».
Complessivamente, l’impatto economico diretto, indiretto e indotto della fase di cantiere risulta pari al significativo importo di circa 6 miliardi di euro: «di questi, oltre il 50 per cento si concentra in Calabria e Sicilia e circa il 75 per cento nel Mezzogiorno d’Italia. Le valutazioni relative alla fase di esercizio del Ponte – conclude Matteoli – muovono da due principali presupposti che si basano sull’effettivo valore di un collegamento stabile e continuativo, aperto ventiquattro ore al giorno per 365 giorni l’anno, che consente l’attraversamento dello Stretto in soli tre minuti».
