L’argomento ampiamente dibattuto nel corso di uno degli incontri organizzati nell’ambito del XV° congresso del sindacato
E’ stato un congresso dai toni forti quello tenutosi al Royal Palace nella’mbito del XV congresso provinciale della Uil. “Fare un’Italia migliore senza dimenticare Messina e la sua Provincia” il tema dell’incontro avviato dalla relazione introduttiva del segretario uscente della Feneal Uil (la categoria che tutela i lavoratori dell’edilizia, del legno, del cemento, dei laterizi e dei materiali lapidei) Giuseppe De Vardo, che ha dedicato buona parte del suo intervento al ricordo delle vittime dell’alluvione del I ottobre e ai temi della ricostruzione e della prevenzione del rischio idrogeologico.
“Vorrei che la finissero tutti – ha dichiarato De Vardo – di dire le solite ed inutili sciocchezze. La verità è che a livello nazionale è passato il messaggio che la tragedia di Messina fosse una tragedia di serie B e questo perché chi doveva intervenire per la prevenzione ha invece accusato la cittadinanza messinese di abusivismo edilizio. Poco dopo si e’ aggiunto il comandante dei vigili urbani che, con non poca leggerezza, ha dichiarato di non aver potuto eseguire le ordinanze di demolizioni. Nessuno però si è assunto la responsabilità dei mancati interventi, dopo la prima frana del 2007. Già in quell’anno – prosegue De Vardo – noi come ente paritetico ”Scuola Edile” avevamo realizzato un convegno sulle aree a rischio idrogeologico, ma le istituzioni interessate erano come al solito assenti.”.
“Certo non tutte le costruzioni a Messina sono regolari, ma se si facesse più prevenzione – afferma De Vardo – oggi non piangeremmo ne’ morti ne’ disastri. A tal proposito per questo vorrei ricordare ai politici di turno che in questa provincia esistevano più di una ventina di imprese che facevano solo lavori di sistemazione idrologeologica e convogliamenti delle acque nelle colline e che dal 1993 queste ditte non esistono più, alcune sono fallite per la mancanza di commesse da parte della provincia e dei comuni preposti. Imprese che svolgevano un lavoro fondamentale di prevenzione e che nel contempo occupavano decine e decine di lavoratori”.
“Consentitemi, infine, di dissentire – conclude il segretario della Feneal Uil – da cio’ che qualche politico, e non ultimo il segretario generale della Cgil, hanno proposto, ossia di sospendere, non si sa in base a quale criterio, tutte le licenze di costruzione per l’edilizia. E’ vero che nell’edilizia bisogna lavorare in trasparenza e nel pieno rispetto delle regole ma non si può pensare di bloccare del tutto un settore già di per sé in crisi”.
A conclusione dei lavori, cui hanno preso parte Costantino Amato, Segretario Generale della Uil Provinciale, Angelo Gallo, Segretario Regionale della Feneal Uil e Tonino Correale, segretario Nazionale Feneal Uil, il congresso ha nominato la nuova segreteria, composta da Giuseppe De Vardo, Pasqualino De Vardo, Salvatore Napoli, Tindaro Rampulla e Santino Amante.
