Il Cip e il sindacato Sfida invitano alla mobilitazione l'intera società civile. Sostegno di Pdci e Prc
Dopo una settimana di sit-in di fronte la sede del provveditorato di via Bonino culminati nell’occupazione di ieri mattina dell’edificio, e tutt’ora in corso, assemblee sindacali ed incontri, è il giorno del corteo. Quello programmato per domani dal Cip (Comitato insegnanti precari) e il sindacto Sfida (Sindacato delle famiglie diversamente abili) con partenza alle ore 9 da piazza Municipio.
Anche stamattina intanto gli Uffici dell’ex Provveditorato di Via Bonino sono presidiati dai manifestanti organizzati dalla FLC CGIL, dal CIP e dallo SFIDA, che protestano chiedendo al governo di fare dietro front. -Chiediamo al Governo di annullare i tagli varati con la Riforma Gelmini che impoveriscono la scuola italiana e lasciano senza lavoro migliaia di persone. Tutto questo avviene mentre si dichiara di volere migliorare la qualità della scuola e mentre è in atto una delle peggiori crisi occupazionali della storia-,dichiara Graziamaria Pistorino segretaria generale della FLC CGIL di Messina.
E sulla manifestazione di domani i protagonsiti della protesta invitano a partecipare tutta la società civile per difendere la scuola pubblica e più in generale il mondo della cultura e dell’istruzione. Ribadiscono tutto il proprio appoggio al mondo del precaritao le federazioni del Prc e del Pdci: «Facciamo appello a tutte le forze politiche e sociali, ai cittadini, ai giovani perché vi sia una straordinaria mobilitazione a loro sostegno» dichirano i rappresentanti Alfredo Crupi e Antonio Bertuccelli.
«In una città già duramente colpita dal disimpegno di rete Ferroviaria Italiana dallo stretto – affermano – dalla disoccupazione, dalla crisi economica, dall’incapacità di classi dirigenti che sanno solo riproporre fumose promesse di grandi opere inutili e dannose, in una città vittima delle politiche ostili del governo nazionale, ostaggio della Lega, e del governo regionale, che privilegia Catania e Palermo, non possiamo assistere passivamente alla devastazione di un patrimonio di esperienze, conoscenze, professionalità che ci impoverirà non solo economicamente ma anche culturalmente. Con le scelte della Gelmini non solo vengono mandati a casa migliaia di lavoratori, che nel sud non hanno possibilità di occupazioni alternative, ma viene colpita a morte la funzione della scuola e dell’università di possibile strumento di riscatto delle classi sociali disagiate e reso ancora più oscuro il futuro della Sicilia e del mezzogiorno».
(Dino Sturiale)
