Nell'ambito dell'inchiesta della Procura reggina che ha portato all’arresto del magistrato Siciliano, si indaga anche sul concorso a due posti di ricercatore vinto da Francesco Siciliano, figlio dell'ex procuratore aggiunto Pino, e da Vittoria Berlingò
Il preside della facoltà di Giurisprudenza, Salvatore Berlingò con una lettera inviata al vicepreside vicario Antonino Metro, ha comunicato la propria autosospensione. La decisione arriva dopo la notizia dell’avviso di garanzia che ha raggiunto il professore Aldo Tigano, docente dell’Università di messina e avvocato del Comune, che è stato ascoltato dalla Procura di Reggio Calabria nell’ambito dell’inchiesta che ha portato all’arresto dell’ex procuratore aggiunto Giuseppe Siciliano.
I procuratori reggini stanno cercando di vederci chiaro nel concorso a due posti di ricercatore, bandito nel 2005, e vinto da Francesco Siciliano figlio dell’ex procuratore aggiunto Pino, e da Vittoria Berlingò, figlia del preside della Facoltà.
Come si legge nella missiva inviata dal preside “la vicenda che è tornata quest’oggi alla ribalta della cronaca, relativa ad un concorso per ricercatore di Diritto amministrativo della facoltà giuridica messinese, colpisce, nella rappresentazione che da ultimo mi è stata offerta, non più le sole persone direttamente interessate, ma il complessivo e costante modo di operare della facoltà da me presieduta, con particolare riguardo al modo di procedere nelle nomine dei membri da designare per le commissioni giudicatrici. Ritengo quindi che la facoltà, insieme con l’università, debbano essere poste in grado di tutelarsi con la più ampia libertà possibile”.
